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NAPOLI – In merito alla questione delle false prestazioni a disabili e anziani a opera della società consortile CoAd, denunciata oggi dal Corriere del Mezzogiorno (articolo “Assistevano anziani deceduti.

Sotto “indagine” una coop sociale” a firma di Fabio Postiglione, a pag. 5 del giornale di oggi, venerdì 9 febbraio 2018), Federconsumatori Campania ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica affinché accerti l’entità delle responsabilità. «Laddove le notizie riportate trovassero effettivo riscontro nei fatti – spiega il presidente di Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo – si configurerebbe un grave danno economico per l’Asl cittadina e per il Comune e, in ultima analisi, alla luce delle scarse risorse in genere destinate a questi servizi, il danno ricadrebbe anche su tantissimi utenti in lista d’attesa e che non riescono ad ottenere il servizio di assistenza domiciliare».Federconsumatori Campania, da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini in particolare di quelli più fragili, ha dato mandato ai suoi legali di presentare un esposto alla Procura della Repubblica affinché faccia piena luce su quanto avvenuto. La questione, ricorda Federconsumatori, riguarda l’assistenza fornita a ben due persone dopo il loro decesso; l’articolo parla anche di materiale sanitario fornito indebitamente dagli utenti agli infermieri (e non viceversa, come dovrebbe essere) e del mancato rispetto dei tempi nella presa in carico dei pazienti, con 4 giorni di ritardo rispetto a quelli previsti.«Le attività cui si riferisce l’articolo – spiega ancora Stornaiuolo – sono finanziate dalla Asl Napoli 1 Centro e dal Comune di Napoli giacché si tratta di assistenza domiciliare socio-sanitaria e di attività infermieristiche. Perciò chiediamo al sindaco di Napoli Luigi de Magistris e al direttore generale della Asl Napoli 1 Centro Mario Forlenza di intervenire con un’indagine interna per accertare la fondatezza dei fatti denunciati e verificare se gli stessi siano limitati a quelli segnalati nell’articolo. Vorremmo che si evitasse che un campo così delicato come l’assistenza a persone disabili e anziane sia lasciato in mano a società improvvisate ed evidentemente poco competenti, da non confondere con le cooperative sociali che nulla c’entrano con i fatti esposti».

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