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NAPOLI – Dopo lo “sciopero al contrario” durante il cosiddetto “sabato del lavoro”, quando i centri per l’impiego della Campania hanno messo in atto una protesta silenziosa andando a lavoro durante la giornata festiva, ora i dipendenti guardano con sempre maggiore preoccupazione al proprio futuro poiché attualmente non sono in forza ad alcun ente – né Provincia né Regione – e il loro passaggio all’Anppal (Agenzia per il coordinamento delle politiche attive del lavoro) è saltato dopo l’esito del referendum dello scorso 4 dicembre.Ora chiedono al governo chiarezza e certezze sul loro inquadramento dopo due anni di regime transitorio, in avvalimento alla Regione Campania.

“È un guaio normativo – spiega il commissario di Cisl Fp Doriana Buonavita – che deriva dalla legge 56 che aveva previsto l’abolizione delle province, ma il referendum non lo ha confermato. E perciò ci sono enti cancellati dal quadro normativo ma la Costituzione li tiene ancora in vita”.Anche la Regione, attraverso l’assessore al Lavoro, Sonia Palmeri, chiede al governo di decidere a chi spetti la competenza sui lavoratori: se ad essa o alla Città Metropolitana.Della vicenda si è discusso giovedì 4 maggio durante un convegno a Napoli organizzato dalla Cisl, con la partecipazione degli esponenti della Regione e della Città Metropolitana.

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