POGGIO

NAPOLI – “Il cimitero di Poggioreale, nei fatti, è usato come parcheggio di auto e moto e c’è il dubbio che a parcheggiare non siano solo persone che vanno a sistemare le tombe dei loro cari o dipendenti di Comune e aziende che operano, a vario titolo, nel cimitero stesso come ci ha segnalato un ascoltatore de La radiazza, Ciro Nicastro”.

A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza per i quali “è chiaro che è giusto concedere l’accesso ai disabili e in altri casi eccezionali, viste le dimensioni del cimitero di Poggioreale che è il più grande d’Europa, ma trasformarlo in un parcheggio è un’offesa per quel luogo, oltre che illegale, visto che le auto e le moto sono parcheggiate anche attaccate alle tombe”.“Chiediamo ai responsabili e alla polizia municipale di avviare controlli straordinari per capire chi e perché parcheggia auto e moto e per verificare se c’è qualcuno che gestisce quello che appare come un vero e proprio parcheggio abusivo” ha aggiunto Borrelli per il quale “serve un’azione forte come quella che si sta portando avanti da qualche giorno al corso Vittorio Emanuele, dove ci sono decine di auto sistemate in modo indegno anche davanti alle fermate dei bus e agli scivoli per disabili”.“Ora che si stanno mettendo le ganasce a tutte le auto in sosta irregolare, non sono mancati momenti di tensione tra residenti e vigili urbani e le lamentele di chi dice che non ci sono parcheggi e quindi chiede di essere giustificato” ha continuato Borrelli sottolineando di aver documentato “negli ultimi mesi molte delle persone che sostano lungo corso Vittorio Emanuele, anche per andare la domenica a messa, impedendo il passaggio di pedoni e disabili”.“Credo che i vigili facciano bene a imporre un minimo di civiltà” ha concluso Borrelli per il quale “i parcheggi sono un problema serio che riguarda tutta Napoli e non autorizza nessuno a sistemare la propria auto in modo indegno e illegale. Tutti chiedono sempre legalità ma poi appena si chiede di rispettare le minime regole di convivenza civile scatta la protesta”.

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