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NOLA– Il ministro del Lavoro e leader M5S, Luigi Di Maio, è stato all’ospedale di Nola (Napoli) dove ha incontrato Mimmo Mignano, l’operaio che si è incatenato e poi si è cosparso di benzina a Pomigliano d’Arco (Napoli) davanti all’abitazione dello stesso Di Maio. 

 “Da ministro ho detto a Mimmo che è una sentenza che va rispettata ma per noi non deve essere un alibi”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine della visita nell’ospedale di Nola (Napoli) all’operaio che si è cosparso di benzina dopo la sentenza della Cassazione che ha negato il reintegro in Fca di cinque operai. “Sono stato qui – ha aggiunto Di Maio – prima di tutto per dare un supporto umano ad una persona della mia città che stava per compiere un atto rischioso”.

 “Sono ministro da poche ore ma ho già raccolto tante voci disperate. A Mimmo (l’operaio che a Pomigliano si è cosparso di benzina, ndr) e a chi è nella condizione di Mimmo dico prima di tutto di non lasciarsi andare e di darci il tempo di affrontare i problemi. Qui al Sud quello che bisogna evitare è che le fabbriche vadano via”. Lo ha detto Luigi di Maio all’uscita dall’ospedale di Nola (Napoli) dove si è recato per incontrare l’operaio Mimmo Mignano. “Proprio stamattina – ha aggiunto – la situazione Fca è stata alla mia attenzione. Occorre evitare assolutamente la desertificazione. Mimmo ha confessato di non avermi votato ma io sono e sarò il ministro di tutti”.

Poco prima Di Maio aveva postato du Facebook queste parole. “Sto andando all’ospedale di Nola a trovare Mimmo, un mio concittadino che ha perso il lavoro e che oggi ha fatto un gesto disperato”. ”Sto andando in ospedale per dirgli che lo Stato c’è”, ha annunciato di Maio.

Intanto ieri Sì della Cassazione al licenziamento di cinque operai della Fiat che nel 2014 inscenarono il funerale dell’ad Sergio Marchionne davanti ai cancelli dello stabilimento di Pomigliano. I lavoratori furono licenziati dall’azienda ma la sanzione, confermata dal tribunale di Nola, venne annullata dalla Corte d’appello di Napoli che ordinò il reintegro, escludendo la giusta causa. Oggi la Suprema Corte, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso dell’azienda e detto sì ai licenziamenti. Uno dei cinque operai della Fca di Pomigliano d’Arco, appresa la notizia, si è incatenato a un palo davanti casa del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a Pomigliano d’Arco (Napoli), e si è cosparso la testa con una bottiglia di benzina. L’operaio, Mimmo Mignano, è in compagnia di un altro dei licenziati. Gli esponenti delle forze dell’ordine lo hanno bloccato e liberato dalle catene, prestandogli i soccorsi. (ANSA)

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https://www.youtube.com/watch?v=V2OUILMW3-Y

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