SALVINI_E_DON

POMPEI- Don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei (Napoli), risponde al leader della Lega, Matteo Salvini, che aveva invocato la castrazione chimica per il nigeriano che aveva molestato l’operatrice di un centro nel Napoletano.

Il giovane prete che guida la pastorale giovanile della Basilica pontificia dedicata alla Madonna del Rosario ribadisce il commento che aveva affidato a Fb: “Salvini, castrati il cervello”, sottolineando di aver fatto ricorso a un “sillogismo”.Il sacerdote spiega all’ANSA il senso della sua affermazione, riportata dal quotidiano Metropolis. ”Il mio – sottolinea – è un sillogismo. Se una persona va punita per avere usato una parte del suo corpo per fare violenza, anche chi adopera il cervello in modo violento dovrebbe subire lo stesso trattamento”. Il suo obiettivo era “solo per far capire che alle persone va dato rispetto. Innanzitutto alla vittima, ma anche all’aggressore che sia immigrato o italiano.“Le parole di odio usate da Salvini ogni volta che parla di migranti, così come prima faceva quando parlava di napoletani e meridionali in genere, ha fatto perdere la pazienza anche a un uomo mite, un uomo di Chiesa a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le aggressioni mediatiche che sta subendo e subirà dai fans del leader della lega al punto da organizzare una manifestazione in suo sostegno e contro la violenza verbale, e qualche volta fisica, dei leghisti”.Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza, commentando le parole di Don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei, che ha replicato duramente alle parole di Salvini che ha chiesto la castrazione chimica per il migrante accusato di molestie sessuali nei confronti di una volontaria del centro in cui era accolto.“Stiamo vivendo un periodo particolare, dal punto di vista sociale ed economico, e persone come Salvini che alimentano l’odio verso i migranti rischiano di creare un clima di tensione che potrebbe portare anche a conseguenze serie oltre a non permettere di affrontare il dramma delle migrazioni e le difficoltà economiche degli italiani così come meriterebbero” hanno concluso Borrelli e Simioli per i quali “Salvini e tutti i leghisti hanno sempre cercato e trovato nemici da offendere, alimentando l’odio, e prima lo facevano verso i napoletani e il Sud, mentre ora lo fanno verso i migranti per poter prendere qualche voto anche al Sud”. (ANSA)
  

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