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NAPOLI– Scongiurare la catastrofe e prevenire il rischio incendi nel Parco Nazionale del Vesuvio. Si è attivata la macchina dei controlli e della sorveglianza nell’area devastata dalle fiamme nella scorsa estate. Ad un anno da una delle stagioni più drammatiche sul fronte incendi, l’Ente Parco ed i tredici Comuni che ne fanno parte stanno mettendo in piedi tutti gli sforzi possibili per fare in modo che l’uomo non rechi ulteriori danni ad un eco sistema già fragile.

Nei giorni scorsi, sono stati presentati i risultati di uno studio dettagliato per verificare gli impatti del fuoco sulle diverse aree del Parco e i relativi habitat naturali.

Intanto però il Vesuvio resta una discarica a cielo aperto, l’incendio dell’anno scorso, quando per giorni e giorni il Vesuvio fu ammantato da fuoco e fiamme, portò tutto alla luce del sole. Fu una strage di flora e fauna, e le fiamme si avvicinarono anche, minacciose, alla discarica di Cava Sari a Terzigno, profonda 300 metri e con un diametro di altri 300, che si trova all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. All’interno ci sono più di 40 anni di rifiuti, di quella raccolta prima della differenziata, accumulatasi di emergenza in emergenza.

Dal 15 giugno intanto sono operative due squadre straordinarie dei Vigili del Fuoco nel Parco Nazionale del Vesuvio, a protezione di aree specifiche, ma il timore resta tra le associazioni e i residenti alle pendici del Vesuvio.

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=B7JyOvgGDUQ

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