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NAPOLI – “Chi denuncia le intimidazioni e le estorsioni della camorra, quasi sempre, rimane isolato e anche la parte sana della società li abbandona”.A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che è andato nel negozio di Salvatore Castelluccio, a largo Ecce homo, per tagliare i capelli per dimostrargli la vicinanza personale e delle Istituzioni e per raccontare la sua storia in diretta su La radiazza di Gianni Simioli, rispondendo all’appello lanciato dalla community di aucelluzzo.it con lo slogan “Diamo un taglio alle mafie”.

“Purtroppo nessuno ha risposto all’appello, oltre a noi” hanno aggiunto Borrelli e Simioli raccontando che “Salvatore ha quindici anni di esperienza e aveva due negozi, con dodici dipendenti tutti regolarmente assunti, mentre ora si ritrova con un solo negozio e due soli dipendenti perché, dopo aver denunciato i camorristi che gli avevano chiesto il pizzo, molti dei clienti hanno paura di entrare in un negozio guardato a vista dalla polizia che scorta lo stesso Salvatore finito nel mirino dei clan”.“Già qualche mese fa, Salvatore lanciò un appello per non essere abbandonato, ma, dopo i primi giorni, quando anche il prefetto Pantalone andò a tagliare i capelli da lui, tutto è tornato come prima e la gente ha ripreso a non entrare nel negozio, per paura o per altro” ha aggiunto Borrelli per il quale “gli imprenditori e i commercianti che denunciano i camorristi dovrebbero essere sostenuti nelle loro attività e non dover fare i conti con una diminuzione dei clienti come troppo spesso accade”.“Dopo un anno e mezzo dalla denuncia, ho perso il 70% dei miei clienti e, soprattutto, ho perso il sostegno delle Istituzioni, anche di quei rappresentanti delle Istituzioni che, in un primo momento, avevano mostrato la loro solidarietà” ha aggiunto Salvatore Castelluccio ribadendo che “se non cambierà qualcosa il negozio chiuderà”.“Rinnoviamo l’appello ai rappresentanti delle Istituzioni e a tutti i cittadini a non lasciare solo Salvatore e a mostrare, concretamente, la loro vicinanza, a cominciare dalla presidente della Commissione antimafia, Rosi Bindi, che non ha mai voluto incontrare Salvatore” hanno concluso Borrelli e Simioli per i quali “la camorra si combatte anche in questo modo: non lasciando soli quelli che hanno il coraggio di denunciare e di far arrestare i camorristi”.

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