San_Giovanni_Bosco

NAPOLI – ”Aspettiamo le nuove barelle come fosse oro…Le 45 che abbiamo in dotazione sono tutte occupate: 24 nel pronto soccorso, 21 nei diversi reparti. L’episodio che ha visto protagonista la signora – che ha avuto una lipotimia ma dopo qualche minuto era già stata sistemata sulla barella – si inserisce in questo contesto di precarietà e di crisi di molte strutture di pronto soccorso di Napoli, di duro impegno, di grande lavoro del nostro personale medico e paramedico”. Così all’ANSA il direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni Bosco, Vito Rago, commenta la vicenda (”ormai è di moda parlare dei malati curati per terra” afferma) della paziente assistita sul pavimento per qualche minuto in attesa dell’arrivo di una sistemazione migliore.

”Eravamo in attesa delle nuove barelle – aggiunge Rago – ma prima mi hanno detto che erano bloccate al confine con la Croazia, poi oggi mi è stato fatto sapere che sono state distrutte….Dunque, come ho detto, è come se fossimo in attesa dell’oro”.“La vicenda delle barelle e delle carrozzelle ordinate dalla direzione del San Giovanni Bosco e mai arrivate, perché bloccate alla frontiera con la Croazia o addirittura andate distrutte, deve indurre ad aprire una seria riflessione sulla necessità di stilare una sorta di black list in cui inserire le ditte che non rispettano i tempi di consegna previsti dai bandi in modo da escluderle da quelle successive”.Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “spesso, soprattutto quando si assegnano servizi e forniture sulla base del massimo ribasso, al di là della qualità, si corre il rischio di affidarsi a ditte che non garantiscono tempi e modalità certi creando problemi e disagi, anche gravi come la mancanza di barelle per poter assistere i pazienti”.“Anche sulla gestione degli appalti bisognerà portare avanti una riflessione attenta per garantire la massima trasparenza e regolarità ma anche l’effettiva e immediata fornitura dei beni e dei servizi acquistati” ha concluso Borrelli per il quale “la vicenda di ieri, al di là della mancanza di barelle, questione relativa perché la signora era stata soccorsa nell’immediato a terra e poi spostata su una lettiga, pone il problema del sovraffollamento che ho verificato personalmente notando soprattutto la presenza di tanti anziani che avrebbero potuto avere le stesse cure dal medico di base o da altri presidi sanitari che devono essere potenziati per non ingolfare inutilmente gli ospedali”. (ANSA)

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