cardarelli

NAPOLI – Punta il dito sui medici del reparto ginecologia del “Cardarelli” di Napoli Emilia Cipolletta, madre di Gabriella, la 19 enne morta il 12 gennaio durante l’ esecuzione di un aborto volontario.

“Voglio la verità su quello che è successo – ha detto alla presenza dell’ avvocato nominato dalla famiglia – voglio che si scopra se ci sono state delle responsabilità dei medici, perché se hanno sbagliato dovranno stare a casa a fare l’uncinetto senza poter più fare errori”.”Non abbiamo avuto, per il momento, alcuna comunicazione formale sull’arrivo degli ispettori del Ministero, ma siamo pronti a collaborare”. Lo ha detto all’ANSA il direttore sanitario del Cardarelli di Napoli Franco Paradiso in merito alla decisione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin di inviare gli ispettori per fare luce sulla morte di Gabriella Cipolletta la giovane 19enne deceduta ieri a seguito di un intervento per interruzione di gravidanza. ”Siamo scossi ma sereni”.“La morte della ventenne nel corso di un’interruzione volontaria di gravidanza deve far riflettere sulla gestione degli aborti e sulle obiezioni di coscienza perché se si lasciano pochi medici a fare interventi del genere perché la stragrande maggioranza, in Campania si arriva addirittura all’83,9%, si rifiuta di farli è facile che possano verificarsi errori umani come potrebbe essere successo nel caso della ragazza morta al Cardarelli”.Lo ha detto il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità, per il quale, “bisogna trovare un punto d’intesa tra le convinzioni morali personali e le esigenze di uno Stato in cui c’è una legge che permette, a determinate condizioni e in determinati casi, l’interruzione volontaria di gravidanza e chi decide di ricorrere all’aborto, spesso dopo una scelta dolorosa, deve essere garantito il massimo rispetto e la massima sicurezza”.Borrelli ha poi stigmatizzato tutti quei fanatici che, pur di contestare la possibilità di abortire offerta dalla legge, non hanno esitato a offendere, sui social network e nei commenti agli articoli, la memoria della giovane morta al Cardarelli, rea, secondo loro, di aver deciso di togliere la vita e, per questo, punita, senza tener conto che l’aborto le era stato consigliato dal suo medico perché, senza sapere di essere incinta, aveva assunto un medicinale per curare una dermatite che, tra gli effetti collaterali, aveva anche il rischio di influire negativamente sulla gravidanza”.

 

{youtube}KWCcMLxH6EA{/youtube}

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments