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NAPOLI– È morto all’età di 96 anni l’ex presidente della Regione Campania Ciro Cirillo.L’esponente di punta della Dc fu sequestrato il 27 aprile del 1981 dalle Brigate Rosse quando era assessore regionale, in un sanguinoso rapimento avvenuto a Torre del Greco (Napoli) per poi essere rilasciato dopo diversi giorni di prigionia in circostanze ancora oggi avvolte da molti misteri.

I funerali di Ciro Cirillo si svolgeranno domani a Torre del Greco (Napoli), alle ore 16.30 nella chiesa dei Carmelitani Scalzi a corso Vittorio Emanuele.Il rapimento avvenne in via Cimaglia a Torre del Greco (Napoli). Cirillo fu raggiunto – è stato poi ricostruito nel tempo – da cinque componenti delle Brigate Rosse nel garage sotto casa che fecero fuoco uccidendo l’agente di scorta, il maresciallo di polizia Luigi Carbone, e l’autista Mario Cancello, mentre fu ferito alle gambe l’allora segretario di Cirillo. Il sequestro Cirillo durò 89 giorni e le foto di Cirillo che stringeva tra le mani i quotidiani per dimostrare che fosse in vita sono diventate l’emblema di quella vicenda. Cirillo fu liberato all’alba del 24 luglio dello stesso anno in un palazzo disabitato di via Stadera a Napoli.“Rispetto per la morte di Ciro Cirillo, ex presidente democristiano della Regione Campania, ma assoluta distanza da tutto ciò che ha rappresentato nel corso della sua carriera politica caratterizzata da molte ombre. Una delle pagine più controverse della storia politica della Campania è proprio quella relativa al suo rapimento ad opera della Brigate Rosse e del successivo rilascio del quale Cirillo stesso avrebbe tenuto custodita la verità in un memoriale mai reso noto. Potrebbe restituire lustro alla sua figura la divulgazione delle verità, qualora esistessero, sulla presunta trattativa tra politica, camorra e servizi deviati per la gestione di quella delicatissima vicenda”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.“Cirillo è stato riferimento politico e portatore di voti – conclude Borrelli – di personaggi come Antonio Gava e Paolo Cirino Pomicino che a nostro avviso sono stati tra i maggiori protagonisti di anni bui di cattiva amministrazione, del sacco di Napoli e di rapporti inquietanti tra criminalità e politica. Non potremo mai onorare storie come queste”.(ANSA)

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