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NAPOLI – Non basta il “codice di autoregolamentazione” istituito dai titolari dei locali. Sono furiosi i rappresentanti dei comitati per la quiete pubblica che stanno nascendo come “funghi” in diverse zone di “movida” della città.

Dal centro storico a Bagnoli, dal via Aniello Falcone a Chiaia, tutti pronti a dare battaglia al Comune e alle istituzioni contro gli effetti negativi della movida: dagli episodi di violenza all’inquinamento acustico e al caos viabilità.Nell’aula Nugnes del Comune di Napoli si è tenuta un’assemblea nel corso della quale è stata chiesta maggiore vigilanza delle aree della movida.

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