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NAPOLI – Nel quadro del più ampio progetto di tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero che vede fortemente impegnato il Corpo delle Capitanerie di Porto, gli uomini della Guardia Costiera di Napoli – Nucleo Port State Control

, hanno emanato nei giorni scorsi il provvedimento di fermo ai sensi della Direttiva 2013/38 della Comunità Europea recepita dall’ordinamento legislativo italiano con il D.Lgs 67 del 2015 a carico della nave portacontenitori denominata “INDIPENDENT CONCEPT”.Il provvedimento di fermo è stato adottato in quanto l’unità, successivamente ad una accurata attività di investigazione risultava avere l’apparato AIS (Automatic Identification System – Sistema di Identificazione Automatica) in avaria.Tale avaria non era stata comunicata dal comando di bordo all’Autorità dello Stato di approdo in violazione dell’art. 17 del d.lgs. n. 196/2005 che prevede l’obbligo di comunicazione all’Autorità Marittima del porto di scalo in caso di difetti di apparati di bordo riguardanti la sicurezza della navigazione.L’unità battente bandiera Liberiana è stata infatti sottoposta a fermo a seguito dei controlli del “nucleo ispettivo” di Napoli nel corso dei quali veniva rilevato tra l’altro la  scarsa preparazione dell’equipaggio a fronteggiare una potenziale situazione di emergenza (incendio a bordo), nonché l’inoperatività dell’allarme sonoro del 15 ppm dell’impianto di separatore di acque oleose, impianto richiesto per la tutela dell’ambiente marino e finalizzato a prevenire potenziali inquinamenti in mare a seguito di  versamento di sostanze proibite.Al momento l’unità risulta ancora ferma nel porto di Napoli, in attesa della sostituzione dell’apparato AIS riscontrato in avaria ed in attesa degli accertamenti da parte del DNV GL, organismo riconosciuto responsabile della certificazione nave.Giova ricordare che il Nucleo PSC della Capitaneria di Porto di Napoli, guidato dall’Ammiraglio Arturo FARAONE ha da sempre  profuso notevoli sforzi nella lotta al fenomeno delle “carrette” del mare, ovvero navi sub-standard  che, in difformità delle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita delle persone che sulle navi vivono e lavorano.Dopo i 5 (cinque) fermi operati durante l’intero 2016 ove sono stati registrati gravissimi pregiudizi alla Sicurezza della Navigazione ed alla difesa dell’Ambiente Marino, ad oggi e solo nell’ultima settimana ammontano a 2 (due) le unità sottoposte a detenzione in quanto in difetto dei minimi standards di sicurezza e tutela ambientale.

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