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NAPOLI – Dalle prime ore di questa mattina, con la partecipazione di circa 200 uomini, è in corso di svolgimento una vasta operazione della Polizia di Sato al quartiere Sanità.

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile, con la collaborazione del Commissariato P.S. di S. Carlo Arena, di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e dell’Ufficio Prevenzione Generale, sta dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 soggetti, emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di promotori ed affiliati del clan Vastarellaritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma, minaccia, con l’aggravante prevista dall’art.7 L.203/91.

Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di acquisire numerose fonti di prove su promotori e affiliati del clan VASTARELLA che, negli ultimi anni, ha affermato la propria leadership nel quartiere Sanità, ricorrendo frequentemente all’uso della forza – anche mediante l’allontanamento fisico dalle proprie abitazioni di soggetti ritenuti affiliati o contigui alle organizzazioni criminali rivali – e delle armi, rendendosi protagonista di scorribande armate all’interno del popoloso quartiere napoletano, in ogni ora del giorno e della notte.

 

            L’attività investigativa, fondata su attività di intercettazione ambientale e telefonica oltre che sul contributo dichiarativo di recenti collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire l’attuale operatività del clan Vastarella diretto negli anni da Raffaele Vastarella (detenuto dal 2014) e poi dal fratello Patrizio unitamente al figlio Antonio.

 

            Si è in particolare ricostruito come Patrizio VASTARELLA, già condannato per la sua affiliazione al clan Licciardi di Secondigliano, scarcerato nel luglio 2015 è tornato nel quartiere Sanità ed è riuscito a  riaffermare il suo potere criminale, forte dell’appoggio dei suoi familiari (il figlio Antonio, il nipote Fabio, la stessa moglie Dora Staterini, i nipoti Alessandro e Raffaele Ciotola e Korkoi Mike ) e dell’alleanza con la Masseria Cardone.

 

            Sono state ricostruite le fasi degli scontri armati con il clan ESPOSITO GENIDONI             (culminati nella cd. strage delle fontanelle di aprile 2016 in cui rimase ferito anche Ciotola Alessandro, odierno indagato) e con il clan SEQUINO che hanno fatto registrare, negli ultimi due anni, un clima di vera e propria faida contrassegnato da episodi di inaudita violenza.

 

In particolare, l’ascesa di Patrizio VASTARELLA è stata favorita dalla eliminazione, portata a compimento dal gruppo di fuoco di Carlo Lo Russo , di Pietro Esposito,  esponente di vertice dell’omonimo clan ucciso il 15 novembre del 2015.

 

            Indebolito il clan Esposito Genidoni, dalle perdite subite e dai provvedimenti restrittivi eseguiti dalla A.G,  i VASTARELLA  hanno esteso la loro supremazia sul territorio del quartiere Sanità dando inizio ad una nuova faida, tuttora in corso,con altri clan operanti sul territorio.

 

            Tra gli indagati raggiunti dal provvedimento restrittivo figura anche Pandolfi Daniele, di recente scampato ad un agguato camorristico in cui ha perso la vita Bottone Antonio; Basile Salvatore transitato nelle fila del Clan Vastarella dal clan Esposito Genidoni,  tre donne tra cui la moglie del capo clan Patrizio, oltre a soggetti già tratti in arresto per detenzione di armi come Stella Antonio.

 

            Le attività di intercettazione hanno consentito di fare luce anche su una vicenda estorsiva contrassegnata dalla consueta omertà tipica dei contesti camorristici.

VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Zy4XLLzI3n4

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