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NAPOLI – Condannati a 7 anni con l’accusa di sversamento illecito di rifiuti provocando un immane disastro ambientale tra i comuni di Acerra, Qualiano e Bacoli, dopo solo dieci mesi di detenzione, per i tre fratelli Pellini è scattata la decisione di espiare una pena alternativa, probilmente ai servizi sociali, di circa 3 anni e mezzo.

Sit-in di protesta davanti al palazzo di Giustizia di Napoli degli attivisti della Terra dei fuochi contro la scarcerazione dei fratelli Giovanni, Salvatore e Cuono Pellini, condannati con sentenza definitiva a 7 anni di carcere per disastro ambientale e rimessi in libertà con un provvedimento provvisorio della procura generale presso la Corte d’Appello, che in seguito a uno ‘sconto’ di tre anni legato all’indulto del 2006 ha disposto l’assegnazione dei tre ai servizi sociali.
    Ieri contro la scarcerazione dei Pellini si era espresso il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna. Oggi le ragioni della protesta sono finite sui manifesti: “Nessun beneficio all’eco-mafia, Pellini in galera”. Per Paola Nugnes, senatrice del M5s presente alla manifestazione, “la sentenza definitiva per i fratelli Pellini era di fatto l’unico risarcimento morale ed etico che ora ci e’ stato scippato. Quanto successo è un’offesa per Acerra ed un segnale, per chi vuole delinquere, che c’e’ sempre una scappatoia”.

“La decisione del giudice del tribunale di sorveglianza  è un insulto alle tante vittime innocenti della martoriata Terra dei Fuochi, passa il messaggio che chi inquina non paga”.  Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli consigliere regionale dei Verdi.

“I Verdi, ha precisato Borrelli, saranno a fianco del popolodella Terra dei Fuochi che è insorto. Sosterremo ogni iniziativa rivolta alla difesa dei territori contro i criminali che ad oggi la fanno ancora franca”.

“Condivido punto per punto l’omelìa del Vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che si è scagliato duramente contro la scarcerazione dei fratelli Pellini. Ritengo vergognoso rilasciare chi si è reso responsabile del più orrendo dei crimini, avvelenando la nostra terra e attentando alla salute pubblica dei suoi residenti. Questi delinquenti devono pagare fino in fondo le loro colpe. Lo si deve alle centinaia di famiglie che hanno sofferto e stanno combattendo al fianco dei loro cari che si sono ammalati per colpa dell’inquinamento. Saremo sempre al loro fianco nel chiedere giustizia attraverso pene severissime per questi criminali. Pene da scontare in carcere e non altrove. Altrimenti si rischia seriamente di incoraggiare delinquenti senza scrupoli a perseverare nei loro vergognosi proposito di trarre profitto sulle spalle della salute altrui”. Lo ha dichiarato il consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. 

“La scarcerazione dei fratelli Pellini lascia interdetti e crea un senso di sconfitta in chi denuncia e combatte l’avvelenamento della terra dei fuochi, ma è stata decisa in base alle leggi esistenti che, evidentemente, vanno cambiate”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “il Parlamento deve pensare a nuove leggi che permettano di evitare quel che è successo con i fratelli Pellini, prevedendo aggravanti che impediscano sconti di pena o cose del genere per chi avvelena interi territori con lo sversamento illegale di rifiuti di ogni genere”.

“Ci appelliamo, in modo trasversale, a tutti i Parlamentari campani, senza alcuna distinzione politica, affinché si facciano promotori di una riforma legislativa in tal senso” ha aggiunto Borrelli per il quale “per temi come la difesa dei territori da chi li inquina non possono esserci distinzioni”.

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