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NAPOLI – Un “Codice della Progettazione” che permetta di garantire dal punto di vista normativo l’attuazione di una “politica della bellezza”. È la proposta lanciata dall’Ordine degli Architetti di Napoli in occasione del convegno “Architettura, Arte e Bellezza. Potenzialità e limiti applicativi della normativa vigente” tenutosi nella sede dell’Unione degli Industriali.

“L’architetto ha il compito di porre la bellezza al centro della sua ricerca ed esperienza progettuale, integrando e sintetizzando arti, paesaggio, patrimonio storico” spiega il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia Pio Crispino.”Dipinti, bassorilievi e sculture un tempo erano parte integrante dell’architettura. Per recuperare tale prassi occorre perseguire una politica della bellezza e predisporre nuove norme a sostegno dell’integrazione tra arte e architettura. Fondamentale, inoltre, è individuare nuovi rapporti professionali e connessioni con diversi specialisti tra cui artisti e paesaggisti, in cui la bellezza dovrà assumere un ruolo portante nella progettazione. Oggi, al contrario – prosegue Crispino – si avverte il disagio di ‘immagini costruite’ che non aderiscono al contesto. Immagini uguali dappertutto. L’omologazione distrugge l’identità, che potrebbe al contrario essere esaltata e consolidata”.Tra i numerosi relatori anche lo storico dell’arte Philippe Daverio, che sottolinea: “Il concetto di bellezza è molto nobile, ma è anche una definizione troppo astratta. Io credo più nell’idea di armonia, che significa saper adattare le opere architettoniche all’ambiente circostante. Il nostro sistema normativo è totalmente carente da questo punto di vista, ma c’è anche da dire che non sono le norme a determinare armonia. C’è bisogno di un dibattito serio, che coinvolga il mondo degli intellettuali, per trovare assieme una declinazione di questi concetti nella pratica”.

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