NAPOLI – Nel 2017 Unione Industriali Napoli compie 100 anni. Fu costituita, con il nome di Unione Regionale Industriale, il 27 luglio del 1917.Napoli e l’industria costituiscono un binomio storico. E’ stata la prima città italiana, nel 1839, ad avere una ferrovia, con la Napoli-Portici. A Pietrarsa c’era la più grande industria ferroviaria. Ancora ai tempi dell’unificazione, a Castellammare di Stabia c’era la più grande industria navale per numero di operai.

Il vitalismo imprenditoriale è stato un connotato della città ben prima della legge del 1904 per il risorgimento economico, ispirata da Nitti.La realizzazione dell’Unione Regionale Industriali, nel 1917, non è stata dunque un atto formale.Negli anni, l’Unione è stata un punto di riferimento per classe produttiva della città e per il suo entroterra. Tra luci e ombre, l’impresa ha trovato e trova ancora oggi espressione in tanti settori: dall’automotive al packaging, dall’agroalimentare all’elettromeccanica, dall’abbigliamento all’aerospazio. Anche in comparti diversi dal manifatturiero, come l’armamento, in cui Napoli in Italia ha un primato assoluto che sfida i secoli.Un’impresa che si rinnova, come attesta il gran numero di start up. Presidia, insieme a università e centri di ricerca, anche le tecnologie avanzate, tanto da riuscire ad attrarre l’attenzione di un gigante tecnologico come Apple.C’è un patrimonio da salvaguardare e valorizzare.L’Unione Industriali ha da tempo indicato le priorità d’intervento. Dal rilancio dell’industria manifatturiera, allo sviluppo di turismo e cultura, alla rigenerazione urbana di aree industriali dismesse.Per conseguire questi obiettivi occorre rendere il territorio attrattivo. Capace di calamitare investimenti internazionali.Per recuperare il divario economico e sociale, aggravato da una crisi non ancora superata, superando uno stato di crescente disagio sociale, c’è bisogno di un impegno, ampio, corale, determinato, capace di includere tutte le energie positive presenti nell’area.Un fronte unico, che riesca a porre le condizioni di una forte coesione e che utilizzi la grande opportunità dell’innovazione tecnologica per far compiere un salto di qualità al livello di vivibilità sociale e di agibilità imprenditoriale dell’area.L’Unione, già legata all’Università Federico II da un protocollo d’intesa, anche alla luce di quanto richiesto dal Piano Industria 4.0, promuoverà un’iniziativa di collaborazione operativa con l’Ateneo per offrire alle imprese del territorio ogni possibile sostegno per favorire investimenti mirati in innovazione e raggiungere i livelli di competitività necessari al loro successo sui mercati.Ma occorre anche un Patto strategico con le Istituzioni locali e con il Governo centrale. E’ un presupposto per ripristinare quella catena dell’affidabilità, che richiama capitali e investimenti.Napoli, in tal senso, può diventare Laboratorio di una nuova – più responsabile e lungimirante – modalità di pianificare e creare sviluppo.Potenziando e ottimizzando la logistica, i trasporti e l’intermodalità, le reti energetiche, le piattaforme tecnologiche.Le potenzialità non mancano.Importanti infrastrutture: aeroporto, porto, ferrovie, assi viari e interporti. Devono essere efficacemente connesse.Napoli è un brand mondiale paragonabile a New York, Parigi, Londra. Serve un programma di rinascita della città, che parta anche e soprattutto dal protagonismo dei singoli imprenditori e delle loro imprese-comunità, aperte alla consapevole partecipazione dei collaboratori.Napoli e il Sud crescono solo nell’ambito di un programma di sviluppo complessivo del Paese, di cui sono parte essenziale.Ne è fortemente convinta Confindustria, che promuoverà con l’Unione le iniziative del Centenario, a ciascuna delle quali interverrà il Presidente Boccia.Tre gli appuntamenti maggiori:

– il 28 febbraio, presso il nuovo complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, si dibatterà su “Quarta rivoluzione industriale – Internet delle cose e Industry 4.0”. 

– Il 27 aprile, a Città della Scienza, sotto i riflettori saranno soprattutto le infrastrutture materiali e immateriali (“Le vie dello sviluppo del Mezzogiorno e dell’Italia”).

– La manifestazione principale, al Teatro San Carlo, alla quale è stato invitato il Presidente della Repubblica, si svolgerà il 21 e il 22 giugno, con al centro il tema “Il ruolo di Napoli e del Mezzogiorno nello sviluppo sociale ed economico dell’Italia e dell’Europa.

A tutti gli appuntamenti prenderanno parte autorevoli rappresentanti del mondo confederale, istituzionale, politico, economico.

I giovani saranno interlocutori privilegiati in tutti gli incontri. Ai giovani artisti è riservato il Premio “100 anni di Imprese – Unione Industriali Napoli – 1917-2017”.

Lo scopo è di selezionare un’immagine per i 100 anni dell’Unione. Potranno partecipare al Premio artisti, italiani e stranieri, residenti in Campania, di età tra i 18 e i 35 anni.

Al prescelto andranno cinquemila euro. Le opere degli altri nove finalisti, assieme a quella vincitrice, saranno esposte a Palazzo Partanna nel mese di giugno.

In quel mese, la sede sarà aperta alla città e a tutte le imprese del territorio.

Assieme alla mostra dei giovani artisti, sarà allestita una mostra fotografica e documentale sulla storia di questo primo secolo dell’Associazione.

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