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NAPOLI – Si è concluso con sei condanne, a pene varianti dai 4 ai 2 anni di reclusione, il processo per la mancata bonifica dell’area di Bagnoli e dell’area dell’ex Italsider.

La sentenza è stata emessa dalla sesta sezione del Tribunale di Napoli che ha disposto anche la revoca del sequestro dell’area. I principali reati contestati sono di disastro ambientale e truffa. Il Tribunale di Napoli ha condannato a 4 anni Gianfranco Caligiuri, ex direttore tecnico di Bagnolifutura, a 3 anni Sabatino Santangelo, ex presidente di Bagnolifutura ed ex vice sindaco di Napoli, ed Alfonso Di Nardo, dirigente Arpac, a 2 anni Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, Mario Hubler, ex direttore generale della società Bagnolifutura e Giuseppe Pulli, del dipartimento Ambiente del Comune di Napoli.

“Con la sentenza di primo grado si comincia a fare chiarezza su Bagnoli, ma, al di là del percorso giudiziario che è necessario per individuare le responsabilità per gli inaccettabili ritardi e le tante omissioni, è necessario non perdere più tempo e procedere con la riqualificazione di quell’area”.

 Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e i consiglieri comuanli Stefano Buono e Marco Gaudini, per i quali “il prossimo Governo dovrà mantenere Bagnoli al centro dell’agenda, continuando il lavoro avviato, ma garantendo la piena collaborazione con gli enti locali e con la popolazione e gli imprenditori locali”.

 “Bagnoli ha le potenzialità per essere un volano di sviluppo non solo per Napoli ma per l’intera Campania e non ci possiamo permettere di perdere altro tempo” hanno aggiunto i Verdi sottolineando che “è necessario avviare tutte le procedure che permettano di accelerare la progettazione e la realizzazione delle bonifiche e degli interventi previsti, cercando magari anche il coinvolgimento della sana imprenditoria locale e internazionale”. (ANSA)

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