PalazzoDelBancodiNapoli

NAPOLI – La Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, SRM ed Assobiotec hanno presentato oggi, nella sala delle assemblee del Banco di Napoli, il terzo rapporto dedicato alla bioeconomia in Europa. I lavori sono stati introdotti e moderati da Mario Bonaccorso, responsabile Area Bioeconomia Assobiotec ed aperti dal presidente del Banco di Napoli Maurizio Barracco e da Massimo Deandreis

, direttore generale SRM.  Anna Monticelli, Progetto Circular Economy Intesa Sanpaolo, ha introdotto il tema della bioeconomia all’interno della circular economy e Stefania Trenti, responsabile Industry Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, ha presentato il Terzo Rapporto sulla Bioeconomia. Sono seguite le relazioni di Fabio Fava, rappresentante Italiano Bioeconomia Horizon 2020 e BBI JU, (La strategia italiana sulla bioeconomia e strumenti UE per la sua implementazione), Raffaele Liberali, Coordinatore Tavolo Regioni Cluster SPRING, (Il ruolo delle Regioni). Del punto di vista delle imprese hanno parlato Giulia Gregori, responsabile Pianificazione Strategica e Comunicazione Istituzionale Novamont, Pasquale Granata, co-fondatore GFBiochemicals e Maria Cristina Tricarico, Quality Manager Kimbo. La bioeconomia come chiave di sviluppo del territorio campano è stato il tema della tavola rotonda, moderata da Antonio Cianciullo, giornalista di La Repubblica e direttore di Materia Rinnovabile, alla quale hanno partecipato, Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli, Luigi Iavarone, consigliere d’amministrazione Associazione Forestale Italiana, Matteo Lorito, direttore Dipartimento di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II,  Vittorio Maglia, Consiglio Direttivo Cluster SPRING, Maria Adele Prosperoni, Area Ambiente e Territorio Coldiretti. La chiusura del convegno è stata di Amedeo Lepore, assessore allo Sviluppo Economico Regione Campania.Il rapporto 2017 presenta una panoramica sulle specializzazioni territoriali per ciascun settore incluso nella bioeconomia, individuando punti di forza ed eventuali criticità, analizzando competenze e aree di miglioramento. Emerge un quadro estremamente eterogeneo che evidenzia come la bioeconomia possa diventare una autentica opportunità per ciascun territorio, sfruttando i punti di forza e le potenzialità tipiche di ciascuna regione. La molteplicità di settori e soggetti coinvolti, espressione di mondi differenti (imprese manifatturiere, sistema agricolo, ricerca scientifica, istituzioni pubbliche e private), spinti dalla logica più ampia della circular economy a interagire e coordinarsi per sostenere un’economia che promuove l’uso di risorse rinnovabili, rende la dimensione territoriale un punto di partenza fondamentale per il successo di questo modello di sistema economico.La scelta di Napoli come sede per la presentazione del Rapporto non è casuale: la Regione Campania vanta un settore agro-alimentare di primaria importanza e ospita alcune realtà d’eccellenza nel campo delle biotecnologie industriali sia a livello produttivo (GFBiochemicals), sia a livello di ricerca privata (Novamont) e pubblica (come il Cnr di Pozzuoli, la Stazione Zoologica Anton Dohrn e le università).
Maurizio Baracco, presidente del Banco di Napoli: “La bioeconomia rappresenta una opportunità importante per favorire la crescita sostenibile del Mezzogiorno e per contribuire a trasformare un problema in una grande opportunità economica e sociale. Per cogliere appieno tali opportunità occorrerà aumentare la dotazione di capitale umano e ripensare le filiere produttive tenendo anche conto del ciclo dei rifiuti. C’è infatti al Sud ancora poca raccolta differenziata e va fatto in tal senso uno scatto di orgoglio civico ma anche di memoria storica se pensiamo che la prima legge in Italia sulla raccolta differenziata fu emanata proprio qui, a Napoli, nel 1832.”

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