LEONESSA

NAPOLI – Da qualche settimana stiamo vivendo di nuovo le problematiche che già in passato videro coinvolti i circa 60 lavoratori Guardie Particolari Giurate da anni impegnati nei servizi di vigilanza armata presso gli uffici

, i siti, gli stir e le discariche gestite dalla società Sapna spa, di proprietà dell’Area Metropolitana di Napoli.Si tratta di siti particolarmente “sensibili” sui quali, anche in ossequio alle vigenti normative che regolamentano il settore, è necessaria la presenza di un qualificato servizio di vigilanza che, in assenza delle forze dell’ordine, non può che essere gestito che dalle guardie giurate. In questo caso la funzione della guardia giurata armata, munita di specifico decreto, non può in alcun modo essere sostituita da lavoratori che non hanno tale caratteristica.I lavoratori sono attualmente alle dipendenze dell’Istituto di Vigilanza “La Leonessa srl”, tuttora titolare di un appalto che è però in scadenza. Le criticità riguardano due fattori importantissimi per il futuro di questi lavoratori. Il primo, il nuovo appalto, già aggiudicato nello scorso mese di gennaio alla “Civin Vigilanza srl”, è stato diviso in tre distinti lotti, ed ha eliminato alcuni turni di vigilanza finora svolti dai lavoratori coinvolti nella vertenza.Questo, secondo i sindacati, si traduce in un rilevante problema occupazionale – in un settore già in difficoltà – ma anche un atto contrastante con le richiamate disposizioni normative che regolano il ruolo e la funzione della guardia giurata. Come si intende sostituire le guardie giurate nei turni di vigilanza armata soppressi su dei siti sensibili e fortemente a rischio la salubrità pubblica?“Il secondo punto è riferito all’azienda subentrante che applica, secondo i sindacati illegittimamente, un presunto “contratto pirata” del settore vigilanza che determina un abbattimento dei diritti economico/normativi dei lavoratori, creando rilevanti problemi anche sulle procedure relative al “cambio d’appalto” per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’occupazione dei lavoratori sull’appalto, oltre che una forma di concorrenza non paritaria tra i diversi operatori del settore.Sulla questione del “contratto pirata” della vigilanza, sottoscritto da un sindacato e da alcune associazioni datoriali assolutamente minoritarie nel settore, sono tra l’altro in corso da mesi una serie di iniziative di contrasto delle organizzazioni sindacali che presto sfoceranno in alcune manifestazioni di carattere territoriale e nazionale con un primo appuntamento già previsto a Napoli.Sulla vertenza Sapna stanno sorgendo non poche problematiche tra i due istituti di vigilanza ed è in gioco la sorte di numerosi lavoratori di famiglie monoreddito. Le organizzazioni sindacali Uiltucs, Filcams, Fisascat e Ugl Sicurezza Civile, da mesi stanno ponendo la questione a tutte le competenti sedi istituzionali (territoriali e nazionali) ed alla committenza Sapna affinché siano affrontare e risolte queste problematiche. Ma per il momento “tutto tace”.Martedì 28 febbraio, davanti al palazzo della Provincia, in piazza Matteotti (sede legale della Sapna), si è svolto un primo presidio di lavoratori per sollecitare un deciso intervento della committenza ed una sollecita convocazione di tutte le parti coinvolte alla Prefettura di Napoli (organo di controllo sul settore vigilanza sul territorio). In caso di mancate risposte la protesta si estenderà con ulteriori iniziative di lotta, non escluso lo sciopero.

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