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NAPOLI – “Ho manifestato al collega le nostre forti preoccupazioni riguardo alla scomparsa in Messico dei tre connazionali e l’ho personalmente sensibilizzato circa l’urgente soluzione del caso”.

Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano dopo una telefonata con Luis Videgaray Caso. “Ho sottolineato – ha aggiunto – la viva aspettativa che sia mantenuto uno stretto raccordo tra le autorità messicane che stanno conducendo indagini e la nostra Ambasciata e ho espresso il forte auspicio che i tre italiani possano essere presto ritrovati e i responsabili del crimine assicurati alla giustizia”. “Videgaray mi ha garantito che le autorità messicane stanno profondendo il massimo impegno per fare piena luce sul caso”, ha sottolineato il titolare della Farnesina. “Mi ha anche assicurato che individuare i tre connazionali e assicurare ‘piena giustizia’ sono obiettivi prioritari del governo messicano, e che il caso è seguito in modo prioritario sia dal governo federale che da quello locale”, ha concluso Alfano.

“Il ministro Alfano, che ha finalmente avviato contatti diretti con le autorità messicane, continui a seguire il caso dei tre napoletani scomparsi nel Paese centroamericano perché il silenzio che sta calando sulla loro vicenda è inaccettabile”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “in questo momento ci sono tre nostri connazionali che, stando a quanto dichiarato dalle stesse autorità messicane, sono stati “venduti” dalla polizia locale ai clan della zona, e, quindi, bisogna accertare al più presto la verità anche per capire se quelle persone sono vive”.

“Quindi tutte le polemiche sul fatto che potessero essere coinvolti in attività illecite vanno accantonate” ha aggiunto Borrelli per il quale “si pensi a salvare, se ancora possibile, la vita di quelle tre persone e poi, se si saranno rese responsabili di qualche reato, saranno giudicate ed eventualmente condannate”. Una fiaccolata e un corteo per chiedere la liberazione di Raffaele Russo, 60 anni, del figlio Antonio, 25 anni e del nipote Vincenzo Cimmino, 29 anni, tutti napoletani e scomparsi il 31 gennaio scorso nella regione di Jalisco, in Messico. E’ così che parenti e amici, a Napoli, hanno, ancora una volta, chiesto l’attenzione “delle istituzioni e di quanti possano aiutarci a riportare a casa i nostri fratelli”.
C’è preoccupazione sui volti della famiglia degli scomparsi.Ma c’è anche rabbia “perché solo in queste ore vediamo che qualcuno si sta muovendo”. Dopo l’intervento, oggi, del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, “siamo più fiduciosi e certi che qualcuno si sta interessando”, dice Gino Bergamè, portavoce della famiglia Russo. “Noi siamo persone perbene – dice Francesco Russo, fratello di uno dei sequestrati – L’intervento del ministro Alfano? Aspetteremo i fatti e dopo ringrazieremo, li ringrazieremo quando ci porteranno qui i nostri fratelli liberi”.(Ansa)

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