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NAPOLI – Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, “ha sospeso” dalle funzioni fino alle conclusioni degli accertamenti il parroco della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone

del quale – come scritto in una nota della Curia – si sono occupati gli organi di informazione in questi ultimi giorni”. Il riferimento è alla vicenda di una segnalazione anonima relativa a presunti festini gay e che avrebbe visto protagonista anche un sacerdote napoletano. Il parroco oggi sospeso dalle funzioni era stato già ricevuto sabato da Sepe. Oggi il nuovo incontro. E, dopo il colloquio il cardinale “ha affidato il caso al Tribunale ecclesiastico per l’accertamento dei fatti, come prescrive il Codice di Diritto Canonico. Nel contempo”, Sepe “ha sospeso il sacerdote dalle funzioni di parroco, fino alla conclusione del suddetto accertamento. Di questi provvedimenti, il cardinale Sepe ha informato direttamente l’interessato”.“Con la sospensione, è arrivata una prima riposta da parte del cardinale Sepe nella vicenda dei festini gay a cui avrebbe partecipato anche un parroco napoletano, ma ci auguriamo che arrivi al più presto un chiarimento complessivo di tutta la storia”.Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “questa prima decisione dovrebbe essere seguita da altre che permettano di chiarire questa e altre vicende che hanno coinvolto la Curia napoletana negli ultimi anni e su cui a nostro avviso non c’è stata la necessaria attenzione da parte del Cardinale. La Chiesa deve adoperarsi per prevenire questi fenomeni e non a cose già fatte. L’intervento è sacrosanto ma purtroppo tardivo”.“Noi continuiamo a credere che sulla Curia napoletana vada aperto un dibattito serio e vadano accesi i riflettori del Vaticano e, per questo, ci appelliamo nuovamente a Papa Francesco perché siamo certi che il suo modo di vedere la Chiesa, con una maggiore attenzione ai valori veri del Cristianesimo, sia ancora troppo lontano da quello che succede qui” ha concluso Borrelli augurandosi che “la parte sana della Chiesa napoletana, la maggioranza, condivida questa richiesta di intervento rivolta al Pontefice”.(ANSA)

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