NAPOLI – Ha 20 anni e secondo gli inquirenti potrebbe essere l’autore degli spari ai baretti di Chiaia. Il ragazzo, figlio di un boss di Fuorigrotta, è stato fermato ieri dalla polizia. Difeso dai penalisti Antonio Abet e Giuseppe Perfetto, il giovane ha sostenuto di essere stato vittima di un’aggressione a colpi di coltello e spranghe da parte di soggetti legati al clan Formicola. Nei prossimi giorni la convalida del fermo dinanzi al Gip.

“Il fermo del figlio di un boss, accusato di essere l’autore della sparatoria nella zona dei baretti, conferma che vivere in famiglie dove regna la cultura camorrista segna e indirizza la formazione dei bambini che, come ha invitato a fare anche il Consiglio superiore della Magistratura, dovrebbero essere allontanati da quelle famiglie se gli si vuole dare un futuro migliore”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ricordando che “nel corso degli ultimi anni i Verdi hanno lanciato diversi appelli e promosso petizioni per chiedere l’allontanamento dei bambini dalle famiglie dei camorristi e ora che anche il Csm ha preso una posizione chiara e netta in tal senso, non si capisce perché il Parlamento non si faccia promotore di quei cambi legislativi necessari”.

“Lasciare i bambini nelle famiglie camorriste significa condannarli a diventare loro stessi camorristi” ha aggiunto Borrelli per il quale “a confermare i danni derivanti dal vivere in famiglie camorriste c’è anche il fenomeno delle baby gang diventato una vera e propria emergenza di cui sono protagonisti spesso proprio i figli dei camorristi che le usano per “allenarsi e formarsi” in vista del passaggio nei clan veri e propri”.

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