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NAPOLI – Era il 17 maggio del 1993 quando Maurizio Estate, 23 anni, venne ucciso nell’officina del padre, a Napoli, da un rapinatore che non gli perdonò di essersi opposto ad un tentativo di uno scippo ai danni di un cliente.Un colpo secco di pistola nel petto di Maurizio, al cuore, uccidendolo sotto gli occhi dei genitori.

Il suo assassino aveva 17 anni. Condannato a 21 anni e sei mesi di reclusione, ne ha scontati 15, è uscito nel 2008.Maurizio non è mai stato riconosciuto vittima innocente della camorra ma ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile pochi mesi dopo la morte. Oggi per iniziativa di “Libera”, in piazzetta Vetriera, luogo dell’omicidio, parenti, istituzioni e studenti delle vicine scuole del quartiere Chiaia hanno voluto ricordarlo con testimonianze e striscioni.“Nella prossima riunione della commissione Toponomastica – ha annunciato Alessandra Clemente, assessore comunale alle Politiche giovanili – si deciderà di dedicargli questa piazzetta”. Tra le persone presenti numerosi parenti di vittime della criminalità. A Maurizio Estate, come ha ricordato Tano Grasso, presidente onorario Fai (Federazione antiracket e antiusura), è già dedicata l’associazione antiracket del Vomero.

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