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NAPOLI – “La situazione del Cardarelli è davvero critica e, ogni giorno, medici e infermieri rischiano di essere picchiati dai parenti dei pazienti che vorrebbero un’assistenza migliore di quella che gli possono garantire”.

A denunciarlo il presidente del gruppo consiliare di Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità, per il quale “il caos barelle che, da sempre, è una triste e spiacevole caratteristica del più grande ospedale del Sud Italia, in questi giorni sta raggiungendo livelli insostenibili con i pazienti costretti a stare non solo nei corridoi, ma dovunque ci sia un minimo di spazio, addirittura fuori le porte degli ascensori, contravvenendo a tutte le più elementari regole di sicurezza e sanitarie”.“E, vista la situazione e le vicende di questi giorni, a cominciare dalla morte del quarantunenne Gianluca Forestiere, morto mentre vagava alla ricerca di una tac funzionante, dovremmo dire che quei pazienti in barella sono fortunati perché, bene o male, ricevono un’assistenza da parte di medici e infermieri che sono ormai al limite delle loro possibilità e potrebbero anche commettere qualche errore dovuto allo stress e alla tensione di dover fronteggiare le proteste di degenti e parenti” ha aggiunto Borrelli per il quale “la situazione è davvero drammatica e chi, a cominciare da Caldoro, ha provocato questo sfacelo nella sanità campana, preferisce continuare a fare speculazioni politiche piuttosto che prendere atto del suo fallimento e collaborare per migliorare le cose”.“Stanotte ho ispezionato il Cardarelli, nei prossimi giorni sarò anche negli altri ospedali per verificare personalmente le criticità esistenti per poter fornire un contributo concreto nella rivoluzione che si sta portando avanti nella sanità campana abbandonando la politica del clientelismo e degli interessi dei manager per mettere invece il cittadino paziente al centro dell’azione politica e amministrativa” ha concluso Borrelli evidenziando i primi passi fatti con “l’abolizione dell’Arsan, un segnale forte della volontà di abolire gli sprechi senza guardare in faccia a nessuno, con il solo obiettivo di trovare risorse da reinvestire subito per migliorare l’offerta sanitaria a cominciare dalla reale apertura dell’ospedale del mare che potrà alleggerire anche il lavoro del pronto soccorso del Cardarelli”.

“Stanotte sono stato nei reparti del Cardarelli per verificare la situazione, anche alla luce degli ultimi episodi che hanno evidenziato carenze e inefficienze, e, alla fine della mia ispezione, ho assistito a una scena inaccettabile in un paese civile”.“Mentre uscivo, ho visto arrivare di corsa un gruppo di persone che spingeva un ferito su una barella in ospedale. Un pedone era stato investito a due passi dal pronto soccorso, ma non era uscito nessuno per soccorrerlo e l’ambulanza del 118 tardava ad arrivare” spiega Borrelli aggiungendo che “a quel punto la solidarietà tipica dei napoletani ha preso il sopravvento, mettendo però a rischio la salute stessa della persona ferita, perché alcuni passanti hanno deciso di andare personalmente nel pronto soccorso per andare a prendere il ferito, senza alcuna precauzione, purtroppo, visto che era un politraumatizzato, e portarlo in ospedale per fargli avere le cure necessarie”.“A scortarli, alla fine della loro corsa, una macchina della polizia mortuaria che si trovava a passare per caso” ha sottolineato il Consigliere aggiungendo che “sembrava di assistere a scene che vediamo solo nei telegiornali quando la gente trasporta i malati negli ospedali dopo attentati nei paesi del terzo mondo”.“Stanotte stessa, ho comunicato ai vertici dell’ospedale che farò aprire una inchiesta su questa vicenda vergognosa che non può passare inosservata” ha concluso Borrelli per il quale “è vero che la legge impedisce a medici e infermieri di lasciare il pronto soccorso anche se c’è un ferito a pochi passi, ma è necessario trovare delle modifiche perché è impensabile lasciar morire una persona perché le leggi impediscono il soccorso se non attraverso la comunicazione del 118”.

 

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