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NAPOLI – Tre episodi in un lasso di tempo contenuto. Sono gli accoltellamenti avvenuti nel quartiere Vomero tra novembre e dicembre 2017. Scambi di sguardi, liti scaturite per essere di un quartiere diverso, offese a ragazze e violenza gratuita. Dopo l’individuazione dei responsabili dell’ultimo episodio grazie alle videocamere ci si interroga circa la vita notturna del quartiere.

Enzo Perrotta, presidente centro commerciale Vomero – Arenella, vittima di un furto nella sua abitazione nella mattinata della vigilia di Natale, è intervenuto circa gli ultimi fatti di cronaca, ipotizzando una strategia dietro alcuni avvenimenti.

“Ormai ogni giorno arriva almeno una notizia delle malefatte delle baby gang e appare sempre più incomprensibile perché il Prefetto non si decida a convocare una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con un unico punto all’ordine del giorno: l’emergenza baby gang”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “sulle baby gang, nonostante l’allarme sociale che s’è creato, anche dopo il ferimento brutale di Arturo e le aggressioni nel corso della movida a Chiaia e al Vomero, c’è ancora un atteggiamento di sottovalutazione del problema che, intanto, cresce ogni giorno di più, come dimostra l’aggressione al controllore alla fermata Augusteo della Funicolare”.

“Ormai è chiaro che le baby gang sono una scuola di formazione per i camorristi del futuro anche perché a costituire gruppi di ragazzini pronti a tutto per mostrare la propria forza sono spesso rampolli di affiliati ai clan” ha aggiunto Borrelli rinnovando “la richiesta di togliere i figli ai camorristi perché la cronaca e le testimonianze di molti pentiti dimostrano che chi nasce e vive in un ambiente malavitoso, nella stragrande maggioranza dei casi, fa quella stessa fine”.

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