poggioreale

NAPOLI – “500 fosse comunali d’interro, nei sotterranei di Palazzo Ferdinando nella zona “il quadrato” del cimitero di Poggioreale, sono senza collaudo perché, in parole povere, realizzate male. Ogni cassa dovrebbe misurare 1,90 metri, queste sono state realizzate l’una di fronte l’altra non lasciando tra ogni cassa alcuno spazio” a commentare la situazione il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il giornalista Giampiero De Luca che questa mattina sono andati sul luogo a documentare, con materiale fotografico e video, il progetto senza seguito iniziato nel 2010.

“Stiamo parlando di circa 230.000 euro di soldi provenienti dalle casse comunali, soldi andati perduti per un errore di matematica elementare a cui hanno cercato di porre rimedio andando a trapanare il muro solo per scoprire che è cemento armato”

In via S. Maria del Pianto per 3 milioni di euro sono circa 5.000 le fosse d’interro all’aperto realizzate intorno al 2008, assieme a successive altre 120 per sopperire al mancato utilizzo delle 500 di cui prima, mai aperte sul fondo Zevola.

“Prima degli anni ’90 in quella zona venivano sversati rifiuti cimiteriali e l’area non è stata bonificata, proprio lì entro la fine del 2018 sarà aperto il forno crematorio, chiediamo che vengano fatte prima di allora i controlli necessari affinché ogni dubbio su ciò che vi sia nel suolo sia fugato” continuano il consigliere Borrelli e il giornalista De Luca sulla vicenda sulla quale è stata preparata una interrogazione urgente da parte del consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini.

Durante il sopralluogo nel cimitero raccontato in diretta su Radio Marte durante la trasmissione la Radiazza condotta da Gianni Simioli sono stati ritrovati, oltre alle tombe devastate, uno scaldabagno abbandonato e delle bare usate accatastate dentro a delle cappelle.

“I tempi dell’approssimazione e della disattenzione devono finire, la città di Napoli non può permettersi sprechi e ancora paura su ciò che può nascondersi sotto i nostri piedi”.

Dal 2010 fosse comunali senza collaudo al #cimitero di #Poggioreale. Erano snbagliate le misure. #Verdi. Persi migliaia di euro. Scaldabagni e casse abbandonati nel cimitero“500 fosse comunali d’interro, nei sotterranei di Palazzo Ferdinando nella zona “il quadrato” del cimitero di Poggioreale, sono senza collaudo perché, in parole povere, realizzate male. Ogni fossa dovrebbe misurare 1,90 metri, queste sono state realizzate l’una di fronte l’altra non lasciando tra ogni fossa alcuno spazio” a commentare la situazione il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il giornalista Giampiero De Luca che questa mattina sono andati sul luogo a documentare, con materiale fotografico e video, il progetto senza seguito iniziato nel 2010.“Stiamo parlando di circa 230.000 euro di soldi provenienti dalle casse comunali, soldi andati perduti per un errore di matematica elementare a cui hanno cercato di porre rimedio andando a trapanare il muro solo per scoprire che è cemento armato”In via S. Maria del Pianto per 3 milioni di euro sono circa 5.000 le fosse d’interro all’aperto realizzate intorno al 2008, assieme a successive altre 120 per sopperire al mancato utilizzo delle 500 di cui prima, mai aperte sul fondo Zevola.“Prima degli anni ’90 in quella zona venivano sversati rifiuti cimiteriali e l’area non è stata bonificata, proprio lì entro la fine del 2018 sarà aperto il forno crematorio, chiediamo che vengano fatte prima di allora i controlli necessari affinché ogni dubbio su ciò che vi sia nel suolo sia fugato” continuano il consigliere Borrelli e il giornalista De Luca sulla vicenda sulla quale è stata preparata una interrogazione urgente da parte del consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini. Durante il soprlaluogo nel cimitero raccontato in diretta su Radio Marte durante la trasmissione la Radiazza condotta da Gianni Simioli sono oltre alle tombe devastate sono stati trovati uno scaldabagno abbandonato e delle bare usate accatastate dentro a delle cappelle. Per non parlare ai cassonetti dei rifiuti che ostruivano il passaggio e alla sporcizia dominante. “I tempi dell’approssimazione e della disattenzione devono finire, la città di Napoli non può permettersi sprechi e ancora paura su ciò che può nascondersi sotto i nostri piedi”.

Pubblicato da Francesco Emilio Borrelli su Lunedì 15 ottobre 2018

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