NAPOLI (Di Anna Calì) – Manca da settimane, in alcuni casi da mesi, nelle farmacie territoriali della Campania. E per chi ne ha bisogno non si tratta di un semplice ritardo nella consegna, ma di un problema che potrebbe avere conseguenze cliniche importanti.
È l’allarme lanciato da Gaetano Sannino e Gennaro Centanni, che il 10 luglio scorso hanno inviato una lettera al presidente della Regione Campania e alla presidente della V Commissione Sanità del Consiglio regionale per chiedere spiegazioni sulla carenza del Denosumab, principio attivo del farmaco commercializzato come Prolia, utilizzato per il trattamento dell’osteoporosi severa e per la prevenzione delle complicanze ossee nei pazienti oncologici.
Nella missiva, indirizzata alle istituzioni regionali, i due cittadini sottolineano come il Denosumab rappresenti una terapia indispensabile per migliaia di pazienti. Il farmaco, infatti, è un anticorpo monoclonale che blocca il riassorbimento osseo e viene somministrato mediante un’iniezione sottocutanea ogni sei mesi.
Il problema, spiegano, è che la terapia non può essere interrotta improvvisamente. La sospensione determina infatti il cosiddetto “effetto rebound”, ovvero una rapida perdita dei benefici ottenuti con un conseguente aumento del rischio di fratture vertebrali e di altre complicanze.
Secondo quanto riportato nella lettera, il medicinale risulterebbe irreperibile nelle farmacie territoriali che lo ricevono dai distretti sanitari, previa prescrizione dello specialista e ricetta del medico di medicina generale.
«Siamo fortemente allarmati – scrivono Sannino e Centanni – e vorremmo conoscere le cause che hanno determinato la mancanza del farmaco e quali provvedimenti gli organi competenti intendano adottare per risolvere la questione e ridare fiducia ai tantissimi pazienti che ne fanno uso».
Nel corso di una telefonata con la nostra redazione, Gaetano Sannino, ex infermiere della terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli ha spiegato la gravità della situazione.
«Questo farmaco è fondamentale soprattutto per i pazienti che hanno affrontato trattamenti chemioterapici e per chi soffre di osteoporosi severa. Senza questa terapia il rischio di crolli vertebrali e fratture aumenta in maniera significativa».
Sannino racconta di aver vissuto personalmente le difficoltà nel reperire il medicinale.
«Per trovare una confezione ho dovuto cercare ovunque. Mia moglie utilizza questa terapia e siamo riusciti a recuperarla soltanto presso una farmacia della provincia di Avellino. Abbiamo provato anche nel Casertano, nel Beneventano e nel Salernitano, ma senza successo».
Un disagio che, secondo quanto riferisce, non riguarderebbe soltanto la Campania.
«Ho contattato anche parenti che lavorano nel settore farmaceutico fuori regione e mi hanno confermato che il problema sembrerebbe essere presente anche altrove».
Il Denosumab viene prescritto dall’oncologo o dall’endocrinologo attraverso un piano terapeutico. Successivamente il medico di famiglia emette la ricetta necessaria per il ritiro presso le farmacie convenzionate.
«Non è un farmaco che il paziente può acquistare autonomamente – spiega Sannino – perché rientra nella distribuzione ospedaliera. Anche volendo pagarlo di tasca propria non è possibile reperirlo attraverso il normale circuito commerciale».
Un ulteriore elemento che aumenta le preoccupazioni dei pazienti, costretti a rispettare rigorosamente la tempistica della somministrazione.
«Questo medicinale non può essere sospeso. Se si salta la dose si verificano gli effetti rebound che possono provocare ulteriori fratture».
Ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali della Regione Campania che chiariscano le ragioni della carenza né eventuali tempi per il completo ripristino delle forniture.
Nel corso della conversazione, Sannino ipotizza che il problema possa inserirsi in un quadro più ampio, ricordando le recenti tensioni internazionali sul mercato farmaceutico.
Negli ultimi mesi, infatti, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato misure volte a rivedere la politica dei prezzi dei farmaci, sostenendo che gli Stati Uniti non debbano più sostenere costi superiori rispetto all’Europa.
Secondo diverse analisi economiche, queste politiche potrebbero modificare gli equilibri del mercato dei medicinali innovativi, con possibili ripercussioni anche sulla disponibilità di alcune terapie nei Paesi europei.
Tuttavia, al momento non esistono elementi che consentano di collegare direttamente la carenza del Denosumab registrata in Campania o in Italia alle decisioni dell’amministrazione americana.
Nel frattempo resta l’incertezza di migliaia di pazienti che attendono risposte.
L’auspicio dei firmatari della lettera è che la Regione Campania chiarisca rapidamente l’origine della carenza e illustri le iniziative adottate per garantire la continuità terapeutica.
Per chi assume questo farmaco, infatti, il tempo non rappresenta soltanto un problema organizzativo.














