DJ Godzi, a un anno dalla morte: dichiarazione del padre per il primo anniversario

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Aggiornamento inserito nel dossier in data 14 luglio 2026.

A un anno dalla morte di mio figlio Michele Luca, il dolore non si è attenuato. Il 19 luglio 2025 non è morto soltanto Michele: in quel giorno è stata spezzata l’intera famiglia Noschese. Mia moglie, mio figlio Gianmarco e io continuiamo a convivere quotidianamente con un’assenza che ha modificato per sempre le nostre vite.

Come padre, il mio pensiero torna continuamente alle ultime ore di Michele, alle circostanze ancora da chiarire e alle tante domande che attendono una risposta definitiva. Non posso accettare che la sua morte venga ridotta a un semplice episodio di cronaca o che il trascorrere del tempo possa indebolire la ricerca della verità.

Michele era un giovane pieno di vita, amato da moltissime persone, con sogni, progetti e una straordinaria capacità di creare legami. Dietro il nome artistico DJ Godzi c’era un figlio, un fratello, un amico: una persona con una storia, una famiglia e un futuro che gli è stato improvvisamente sottratto.

La mia richiesta di giustizia non nasce da un desiderio di vendetta. Ho sempre affermato, anche davanti al Santo Padre: «Giustizia sì, vendetta mai». Chiedo semplicemente che ogni circostanza venga ricostruita, che siano individuate tutte le eventuali responsabilità e che nessuna omissione, reticenza o interesse possa impedire l’accertamento della verità.

Continuo ad avere fiducia nelle autorità giudiziarie italiane e auspico una piena collaborazione da parte di tutte le istituzioni e delle autorità straniere coinvolte. Una vicenda così grave non può conoscere zone d’ombra. Ogni elemento deve essere approfondito con rigore, indipendenza e rispetto per la dignità di Michele.

Da medico, per tutta la mia vita professionale mi sono occupato di pazienti politraumatizzati e conosco il significato e le conseguenze delle lesioni sul corpo umano. Ma oggi parlo soprattutto come padre. Un padre che non si fermerà fino a quando non avrà conosciuto tutta la verità su ciò che è accaduto a suo figlio.

Il tempo non cancellerà Michele e non cancellerà la nostra richiesta di giustizia. Continueremo a custodirne la memoria, il sorriso, la musica e l’amore che ha lasciato in tante persone. Lo dobbiamo a lui, alla sua dignità e a tutti coloro che credono che nessuna vita possa essere dimenticata e che nessuna morte debba rimanere senza verità.

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