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NAPOLI – Urla spintoni e poi schiaffoni all’infermiere che eseguiva una terapia.

E’ accaduto stamane al San Giovanni Bosco, dove intono alle 10, un sanitario 30enne è stato percosso violentemente dal parente di un paziente con forti dolori addominali.

Poco prima di ricevere la terapia, il degente aveva vomitato sul pavimento.

I parenti per pulire il pavimento chiedono della carta all’infermiere che però, sprovvisto di un rotolo igienico, cerca di venire in contro alle richieste della famiglia procurando un lenzuolo.

Alla vista del telo bianco i pazienti spazientiti apostrofano violentamente l’uomo e poi passano alle vie di fatto assestandogli due ceffoni.

Per la vittima una forte contusione al volto refertata con 10 giorni di prognosi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri allertati dai colleghi di reparto.

I militari hanno identificato l’aggressore e la vittima ha regolarmente denunciato l’accaduto.

“Contro i violenti e gli incivili che continuano ad aggredire il personale sanitario e a sfasciare pronto soccorso e altre strutture sanitarie non bisogna avere alcuna pietà e giustificazione, perché è un fenomeno in preoccupante crescita, come conferma l’aggressione ai danni dell’infermiere del San Giovanni Bosco, che va fermato subito”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “per fermare queste persone la strada migliore è quella della repressione che passa anche attraverso l’incriminazione per quanti più reati possibile e non solo quello di aggressione e lesione”.

“Chi aggredisce una persona impegnata a garantire l’assistenza sanitaria, nei fatti, mette a rischio anche la vita di altre persone che non possono avere la necessaria assistenza” ha aggiunto Borrelli per il quale “ai responsabili di atti di violenza vanno anche attribuite tutte le spese che si devono sostenere per riparare i danni creati”.

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