CASORIA – Dopo l’episodio, legato al racket, delle bomba esplosa davanti ad un esercizio commerciale in via Marconi a Casoria, Antonio Moccia chiamato in causa da diverse testate giornalistiche per l’appartenenza alla famiglia dello storico clan, con una lettera indirizzata alla stampa, prende le distanze dall’accaduto e dichiara: “mi preme segnalar che sono ancora una volta bersaglio di insinuazioni calunniose che si ripetono stancamente ogni qualvolta il nostro territorio è oggetto di odiosi atti criminosi che vengono attribuiti ad un inesistente clan Moccia, nei cui confronti si pronunziano sentenze definitive non da parte di apparati istituzionali ma di organi di stampa che ci attribuiscono fatti efferati sulla base di informazioni ricevute da fonti oscure, che oramai, per la loro insistenza, non esito a definire inquinanti. Peraltro si tratta di accuse false che mettono a repentaglio persino la nostra incolumità personale e che aggiungono discredito e stigma sociale alle nostre famiglie, oramai spogliate dei loro diritti di cittadini di uno Stato che riserva per loro un volto ostile, e che per loro ha cessato di essere uno Stato di Diritto. Etc, etc…”

“Certamente la storia di un territorio non si cancella con un colpo di spugna. Ma la camorra e gli atteggiamenti camorristici devono essere sconfitti con azioni concrete. Nel 2015 da assessore al Comune di Afragola ho promosso il primo regolamento e il primo bando per l’assegnazione dei beni confiscati alla camorra, l’ente comunale deve continuare su questo binario, è la migliore risposta alla camorra, per dimostrare che qui la camorra ha perso davvero. Nello stesso periodo con l’associazione Libera portai avanti il progetto di realizzazione del busto del maresciallo D’Arminio ucciso proprio dal clan locale. La camorra la battiamo così, con azioni concrete, mortificandoli così. Oggi, invece, abbiamo chiesto con veemenza al Comune di Casoria di istituire uno sportello anti-racket per tutelare i commercianti a dare uno schiaffo ai camorristi. “- sono le parole di Salvatore Iavarone, consigliere comunale di Casoria e coordinatore di Europa Verde per l’area Nord di Napoli.

“Se il clan Moccia sia collegato o meno al vergognoso episodio di Casoria sarà stabilito dagli inquirenti, non sta a noi deciderlo, ma è davvero assurdo, insensato e vergognoso affermare l’inesistenza da tale clan, le cronache, gli episodi ed i fatti raccontati anche dalle inchieste della magistratura e della commissione antimafia che sono sotto gli occhi di tutti raccontano ben altro ed è uno schiaffo alle vittime. Basti, ad esempio, ricordare gli omicidi Bacioterracino e Pellino. Sono i cittadini i commercianti, la gente onesta ad essere in pericolo, sotto la costante minaccia della criminalità organizzata, non certo i Moccia.

La camorra esiste e d è vive e vegeta nel nostro territorio e dobbiamo fare di tutto per fermarla, con azione concrete, decise e rapide, il territorio va restituito ai cittadini. Per questo invitiamo tutti a sostenere i commercianti colpiti dall’ennesimo episodio”- ha proseguito il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

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