Frana in Costiera Amalfitana interviene Archeoclub d’Italia!

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“La Costiera Amalfitana è Patrimonio dell’Umanità, dal 1997, perchè rappresenta un eccezionale paesaggio culturale mediterraneo, caratterizzato da un’armonica interazione tra natura selvaggia e ingegno umano. È un esempio unico di adattamento del territorio attraverso terrazzamenti, borghi sospesi e architetture che sfidano la topografia scoscesa, mantenendo intatto un inestimabile valore storico – naturale. Il dissesto idrogeologico potrebbe rischiare di minacciare proprio questa caratteristica.  La frana di questi giorni tra Vietri e Cetara purtroppo riapre una grande ferita che in Costiera non si è mai chiusa con un tema che va affrontato per fare in modo che la Costiera sia la meta turistico – culturale anche del futuro.

Le cause sono molteplici ma certamente sono conseguenza di una vulnerabilità del territorio. La lettura della geomorfologia dei luoghi e la caratterizzazione degli stessi è una necessità a cui non si può demandare alla pura casualità. C’è solo da intervenire, perché spesso il malato potrebbe essere facilmente curato in fase di prevenzione.

Inoltre, anche questo ultimo evento in Costiera Amalfitana, ma anche quanto è accaduto in Puglia, in Sicilia, in Calabria, pone la necessità della tutela del Patrimonio Ambientale e Paesaggistico ma anche del Patrimonio Culturale. Rilanciamo con forza la proposta di rafforzare l’istituzione di una Protezione Civile anche per i Beni Culturali”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia e geologo.

Frana tra Vietri sul Mare e Cetara: necessario rafforzare prevenzione, monitoraggio e pianificazione territoriale. Interviene la Società Italiana di Geologia Ambientale.

Gaetano Sammartino (Presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale – sezione Campania e Molise): “Il distacco di materiale roccioso dal versante sovrastante l’arteria stradale rappresenta un fenomeno purtroppo ricorrente in contesti geomorfologici complessi come quello della Costiera Amalfitana, caratterizzati da elevata acclività, fratturazione dei litotipi e forte esposizione agli eventi meteorici intensi”.

“In merito alla frana verificatasi nel tratto compreso tra Vietri sul Mare e Cetara, lungo la Strada Statale 163 Amalfitana, la Sigea – Società Italiana di Geologia Ambientale, Sezione Campania e Molise, esprime forte attenzione e ribadisce la necessità di un approccio strutturale alla gestione del rischio idrogeologico nel territorio regionale.
Il distacco di materiale roccioso dal versante sovrastante l’arteria stradale rappresenta un fenomeno purtroppo ricorrente in contesti geomorfologici complessi come quello della Costiera Amalfitana, caratterizzati da elevata acclività, fratturazione dei litotipi e forte esposizione agli eventi meteorici intensi.

Eventi come questo evidenziano ancora una volta la fragilità del nostro territorio e la necessità di investire in maniera continuativa nella prevenzione, nel monitoraggio strumentale dei versanti e nella manutenzione programmata delle opere di mitigazione del rischio”. Lo ha dichiarato il geologo Gaetano Sammartino, Presidente della Sezione Campania della Società Italiana di Geologia Ambientale.

La Costiera Amalfitana è un’area di straordinario valore paesaggistico e turistico, ma anche un contesto ad alta vulnerabilità geomorfologica.

“È pertanto fondamentale:implementare sistemi di monitoraggio geotecnico e geostrutturale dei costoni rocciosi; aggiornare costantemente la mappatura della pericolosità e del rischio; programmare interventi di consolidamento e disgaggio preventivo;integrare la pianificazione territoriale con studi geologici di dettaglio.

La Sigea Campania e Molise si rende disponibile a collaborare con le amministrazioni locali – ha concluso Sammartino – gli enti gestori della viabilità e le autorità competenti per fornire supporto tecnico-scientifico e contribuire alla definizione di strategie di mitigazione efficaci e sostenibili.

La gestione dell’emergenza è fondamentale, ma non può sostituire una politica strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico, che deve diventare priorità permanente nell’agenda istituzionale regionale e nazionale”.

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