Fumi tossici e irrespirabili nel porto di Napoli: navi accese giorno e notte a due passi dalle case

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Fumi e emissioni provenienti dalle navi ormeggiate nel porto di Napoli. È quanto documentano alcune segnalazioni giunte al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, relative a episodi avvenuti nella giornata di ieri e a una situazione analoga registrata già alla fine di agosto. Durante il periodo estivo, secondo quanto riferito dai cittadini, scene simili si ripeterebbero praticamente ogni giorno, con navi ferme in banchina e motori accesi anche per lunghe ore, a pochi passi dalle abitazioni.

Una situazione che riaccende i riflettori sull’impatto ambientale delle attività portuali e sulla necessità di completare l’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing, che permette alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete elettrica da terra e spegnere i motori, riducendo le emissioni in atmosfera, oltre a rumore e vibrazioni.

Da anni viene chiesto di accelerare su questo fronte, mentre resta da chiarire a che punto siano gli interventi previsti per il porto di Napoli e quali siano i tempi per la loro piena operatività.

“È da anni che chiediamo l’elettrificazione delle banchine del porto di Napoli e davanti a immagini come queste il silenzio dell’Autorità Portuale diventa assordante. In estate, soprattutto, sembra di assistere ogni giorno alla stessa scena: navi ferme, motori accesi e fumi che vengono scaricati nell’aria a pochi metri dalla città.

Oggi stiamo guardando i registri tumori, gli studi sull’inquinamento, gli effetti di un clima sempre più rovente e ci chiediamo ancora perché. Ma quando conosciamo le fonti di pressione ambientale e sappiamo che esistono strumenti per ridurle, non possiamo continuare a far finta di niente.

Io non voglio demonizzare il porto, né il traffico marittimo, che rappresentano una risorsa importante per Napoli. Voglio però che il porto sia compatibile con la città, con l’ambiente e con la salute dei cittadini.

Da anni si parla di cold ironing, di investimenti e di interventi. Ora bisogna capire cosa sia stato realmente fatto, cosa manchi ancora e soprattutto quando le banchine saranno concretamente elettrificate e operative.

Non possiamo continuare a vedere queste colonne di fumo e considerarle una normalità estiva. Se sappiamo che una determinata fonte di emissioni può essere ridotta, dobbiamo farlo. Lo sappiamo e, proprio perché lo sappiamo, dobbiamo fermarlo. La salute dei cittadini non può più attendere”.

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