Tante lacrime e rabbia al funerale di Jlenia Musella

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Fuochi d’artificio, applausi e tanti palloncini bianchi hanno accompagnato l’uscita del feretro bianco di Jlenia Musella dalla chiesa Sacra Famiglia al rione Luzzatti.

TANTA GENTE AL FUNERALE DI JLENIA MUSELLA

I funerali della 22enne uccisa dal fratello hanno visto la partecipazione popolare di tutto il rione Conocal dove la ragazza viveva da anni.

Tanti gli striscioni e i cartelli che raccontavano dell’affetto di amici e parenti per la ragazza. Alcuni erano molto toccanti: “Altrove ma insieme”, “Resterai per noi la stella più bella da guardare”

L’OMELIA DEL PARROCO

Toccanti le parole del parroco don Federico: “Quando una giovane vita si spezza credo che la chiesa, la società, gli adulti debbano riflettere. Sono dispiaciuto come ogni persona di buon senso. Vorrei che non si dovesse celebrare più l’ennesimo funerale di un giovane morto tragicamente”.

Sui manifesti funebri affissi nella zona del rione Conocola e al rione Luzzatti dove la ragazza era cresciuta compare anche il nome del fratello. Una circostanza che ha fatto discutere molto i presenti.

LE PAROLE DEL FRATELLO

Proprio il fratello in queste ore ha incontrato il garante dei detenuti Samuele Ciambirello nel corso del suo giro ispettivo nel carcere di Secondigliano.

Il ragazzo avrebbe detto al garante che su di lui e sulla sua famiglia negli ultimi giorni stanno circolando solo “fandonie” e che molte cose sono state inventate. Poi ha detto che in carcere è trattato bene.

L’AUTOPSIA

Le prime indiscrezioni sull’autopsia parlano di una micro lesione all’aorta a causare la morte di Jlenia. “Secondo quanto ci riferisce il nostro consulente, che ha preso parte all’esame autoptico, è plausibile ritenere che la ferita riscontrata sulla schiena della povera Jlenia, sia stata causata dal lancio del coltello”, fa sapere l’avvocato Andrea Fabbozzo, legale, con il collega Leopoldo Perone, di Giuseppe Musella.

Il 28enne ha ribadito la sua versione dei fatti deposta davanti gli agenti di polizia nel momento della sua consegna volontaria dopo l’omicidio della sorella.

Il gip di Napoli Aufieri, però non ritenendo credibile la versione di Giuseppe, nella tarda serata di ieri ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato e disposto la permanenza in carcere per l’indagato

 

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