NAPOLI – Centinaia di persone hanno partecipato al funerale di Patrizia Petrone la donna sessantenne, titolare della Antica Pizzeria Gianni e Genny di salita Tarsia, che era stata vittima di una rapina consumatasi nella tarda serata del 17 luglio scorso in via Salvator Rosa. “Zia Patrizia”, come la chiamano tutti nel quartiere, era in sella ad uno scooter guidato dalla nipote, quando due giovanissimi si affiancarono al loro mezzo al fine di rubarlo. Patrizia Petrone cadendo sull’asfalto riportò ferite alla testa e fu ricoverata in condizioni gravissime prima al Cardarelli e poi all’Ospedale del Mare dove poi è deceduta. Presente una delegazione di Europa Verde composta dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, da quello comunale Luigi Carbone e dal membro dell’esecutivo cittadino Enzo Vasquez. Al funerale anche una rappresentanza della trasmissione la radiazza condotta da Gianni Simioli. Europa Verde e la radiazza seguirono sin dall’inizio la vicenda dando voce alla famiglia e chiedendo giustizia.

“Dovranno cambiare l’imputazione dopo la morte della povera “Zia Patrizia” – ha dichiarato il consigliere Francesco Emilio Borrelli incontrando i familiari – per ora solo il 19venne se l’è cavata in primo grado con solo 7 anni di pena mentre per il minorenne non è ancora arrivata la sentenza di primo grado. Ci aspettiamo pene durissime per questi baby rapinatori. Oggi piangeva un intero quartiere dove la sig.ra Petrone era amata e rispettata. La gente è stanca della deriva criminale, della tolleranza verso i giovani delinquenti che sono sempre più aggressivi e pericolosi. Ti ammazzano come se nulla fosse. D’altronde molto spesso subiscono pene ridicole per la loro giovane età e perchè dopo aver commesso il crimine ed essere stati arrestati fanno una “letterina” di scuse. Inquietante è il fatto che davanti a tanta violenza e a tanti giovani delinquenti cresciuti nella gran parte dei casi in famiglie e ambienti dediti al crimine proprio sabato si terrà una manifestazione a favore del baby rapinatore Ugo Russo morto nel tentativo rubare un orologio a un carabiniere fuori servizio. A lui come ad altri ragazzini morti durante azioni delinquenziali sono stati dedicati murales e altarini offendendo le migliaia di vittime che ogni anno subiscono la loro violenza e che come la signora Patrizia qualche volta perdono anche la vita e vengono dimenticate. Una manifestazione pro baby rapinatori rappresenta un vulnus gravissimo. La mentalità e la “cultura” criminale che invece di vergognarsi e di chiedere perdono manifesta i propri disvalori pubblicamente portandoli orgogliosamente in piazza. Una società in cui le vittime vengono abbandonate a se stesse e che scende per strada a favore dei baby criminali e i boss della camorra vengono definiti “anime benedette” è destinata a scomparire”.

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