Fuorigrotta assediata dal caos notturno: allarme comitati, domani vertice a Palazzo San Giacomo

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NAPOLI (Di Anna Calì) – “Il piano sicurezza che hanno adottato dopo le aggressioni serve solo a tamponare, non a frenare il fenomeno. Non abbiamo nulla contro gli organi proposti, né contro i ragazzi: l’importante è che tutto avvenga in maniera civile”. Così uno dei membri dei comitati cittadini di Fuorigrotta, Daniele Polge, descrive la situazione di crescente tensione che, da mesi, trasforma i fine settimana del quartiere in una trappola di pericoli e paura.

Di fronte a un fenomeno che sembra crescere di settimana in settimana, i provvedimenti messi in campo finora sono apparsi insufficienti. Per questo domani, a Palazzo San Giacomo, si terrà un vertice cruciale: sul tavolo non solo nuove misure di controllo, ma, i comitati proveranno ad avanzare la richiesta di un presidio dell’esercito nelle ore notturne, dalle 00.00 alle 6.00 nei fine settimana. Un segnale forte, una misura estrema che testimonia quanto la situazione sia ormai considerata una vera emergenza urbana.

Le cronache delle ultime settimane parlano chiaro: due incidenti e due aggressioni, tra cui il brutale pestaggio di un consigliere municipale, hanno messo in ginocchio un quartiere che da troppo tempo vive sotto assedio. Al calar del sole, soprattutto nei weekend, le strade si trasformano in pista e ring, tra corse spericolate, motorini che impennano a tutta velocità e gruppi di ragazzi pronti ad affrontarsi senza scrupoli. Non solo giovani del quartiere, ma vere e proprie “orde” provenienti da Miano, Casoria, Monteruscello e da ogni angolo dell’area metropolitana: un fiume di persone che si riversa in una zona che non riesce a reggere l’urto di un’affluenza tanto massiccia quanto incontrollata.

Il risultato è un clima di paura che costringe i residenti a barricarsi in casa. “Non si esce più, la gente ha paura”, spiegano i cittadini, stanchi di vivere nel terrore che una serata qualsiasi possa trasformarsi in tragedia. Le famiglie denunciano una totale assenza di rispetto per la convivenza civile: musica assordante, scooter che sfrecciano in contromano, lanci di bottiglie, risse improvvise. Scene che nulla hanno a che fare con il diritto alla socialità e che anzi lo trasformano in inciviltà diffusa.

Il nodo è chiaro: non si tratta soltanto di movida, ma di ordine pubblico e di qualità della vita. Perché Fuorigrotta non può diventare terreno di scorribande né teatro di violenze. I comitati lo ripetono da mesi: “Non vogliamo criminalizzare i ragazzi, chiediamo solo che ci sia civiltà”. Ma senza un intervento deciso, il rischio è che a parlare continuino a essere solo le cronache nere.

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