Questa notte i carabinieri della PMZ Bagnoli sono intervenuti in via Lepanto, all’interno del McDonald’s.
Un gruppo di ragazzini (tra i 16 e i 17 anni) avrebbe dato vita ad una violenta colluttazione. Tra questi, uno avrebbe estratto un coltello e tentato di colpire un altro dei giovani coinvolti. Il colpo, però, ha solo lacerato il giubbino, senza ferire.
Indagini in corso per risalire all’identità di tutte le persone coinvolte e chiarire la dinamica.
Al momento non risultano feriti.
“Non possiamo continuare a fingere che si tratti di episodi isolati – dichiara il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli con il membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde Rosario Pugliese – perché la realtà è che alcune aree, in particolare all’esterno e nei pressi di sedi della catena McDonald’s, sono diventate luoghi di ritrovo dove prevalgono arroganza, violenza e totale assenza di regole. Quanto avvenuto a Fuorigrotta è solo l’ultimo episodio di una lunga serie che dimostra come una parte di questi giovani si senta libera di agire nell’illegalità, arrivando a circolare armata e a usare la violenza per motivi futili.”
“Abbiamo denunciato più volte situazioni analoghe- prosegue il deputato- come durante un sopralluogo nel parcheggio esterno del McDonald’s di Tavernanova, dove gruppi di ragazzini violenti e prepotenti venivano addirittura supportati da persone più adulte giunte in moto. In quell’occasione la situazione divenne talmente pericolosa da costringere la mia scorta ad intervenire per garantire la mia sicurezza e ad allontanarmi rapidamente. Questo dimostra che dietro questi fenomeni non c’è solo disagio giovanile, ma spesso un contesto più ampio di illegalità e controllo del territorio.”
“È necessario intervenire subito con controlli costanti, presidi delle forze dell’ordine e una collaborazione concreta da parte dei gestori, che non possono restare spettatori passivi. Questi luoghi non possono trasformarsi in zone franche dove le baby gang agiscono indisturbate. Lo Stato deve essere presente e visibile, perché non possiamo accettare che la violenza diventi normalità e che si debba attendere il morto prima di intervenire seriamente”.














