NAPOLI – Un gemellaggio tra la galleria Umberto I e la galleria Principe di Napoli è la proposta formulata dalla Rete commercianti della galleria Principe a sostegno della raccolta firme promossa da Europa Verde contro il degrado della galleria Umberto I, per estendere la campagna contro degrado e vandalismo ai due luoghi simbolo della città.

“Bisogna fare fronte comune per difendere a denti stretti i tesori della nostra città e per fermare l’avanzata di un degrado sempre più dilagante che interessa le due gallerie. Da mesi stiamo combattendo senza sosta per trovare soluzioni concrete al continuo sversamento di rifiuti da parte di incivili che consumano alimenti e bevande lasciando poi i resti in ogni angolo della Galleria Umberto I; a questo si aggiunga il delicatissimo problema della presenza di senza fissa dimora che hanno scelto la galleria per difendersi dal freddo e utilizzano la stessa per i loro bisogni corporali. Si aggiungano gli atti vandalici di chi utilizza la galleria come campo di calcio o per gare di velocità tra scooter e ogni mese ci troviamo a fare la triste conta dei danni. Una situazione molto simile a quanto avviene nella galleria Principe che soffre degli stessi fenomeni. Unire le due battaglie e aggregare più cittadini e realtà commerciali è senza dubbio un esperimento molto interessante di azione civica a difesa dei nostri tesori”. Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, promotore insieme alla co-portavoce nazionale di Europa Verde, Fiorella Zabatta, e al conduttore radiofonico Gianni Simioli, della raccolta firme per la galleria Umberto che ha registrato migliaia di sottoscrizioni.

“Vedere il consigliere regionale Francesco Borrelli radunare e far sottoscrivere a migliaia di persone, intellettuali e artisti una petizione a favore della galleria Umberto I, mi ha spinto a proporre – spiega Nando Cirella – alla rete di commercianti della Galleria Principe di Napoli e al consigliere di instaurare un gemellaggio tra le due Gallerie di Napoli, volto alla riqualificazione e alla risoluzione definitiva dell’ atavico degrado. Cartoni, coperte, urina, feci ed una grande quantità di cibo è quello che troviamo quotidianamente a terra. Il tema della presenza dei clochard merita una soluzione che restituisca dignità alle persone e ai luoghi storici, cercando di evitare di far finta che il problema non esista. A nostro avviso tutto quello che vediamo quotidianamente poco ha a che fare con la solidarietà; serve un coordinamento di tutte le associazioni, ad oggi inesistente, che assistono i senza fissa dimora. Prova ne è che ogni sera arrivano decine di pasti per una singola persona da altrettante decine di persone ed associazioni che poii vengono regolarmente abbandonati in strada. Lo stesso avviene con le coperte che restano lì come ricettacolo di topi. Questa non è solidarietà”.

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