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Giugliano, via Carrafiello tra degrado e discariche

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Le immagini che giungono in queste ore dal campo rom di via Carrafiello a Giugliano in Campania, segnalate dai cittadini al deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, descrivono uno scenario apocalittico che sembra appartenere a zone di guerra, non a un Paese civile.

 

Circa 450 persone, di cui oltre 200 minori, sopravvivono in condizioni di segregazione estrema: montagne di rifiuti speciali e ingombranti a pochi passi dai giacigli, assenza totale di acqua potabile, corrente elettrica e sistemi fognari. Una discarica a cielo aperto che funge da casa per centinaia di bambini, in un’area dove l’illegalità e l’abbandono sociale hanno creato un mix esplosivo.

 

Secondo il rapporto “Figli dell’abbandono” dell’Associazione 21 luglio, la Città Metropolitana di Napoli ospita circa 2.900 persone di etnia rom (lo 0,11% della popolazione, quasi il quadruplo della media nazionale). Giugliano rappresenta il cuore di questa emergenza, dove la mancanza di una visione politica a lungo termine e le infiltrazioni della criminalità organizzata hanno trasformato gli insediamenti in “ghetti della disperazione”.

 

La situazione è talmente grave da aver attirato l’attenzione internazionale. Nel luglio 2025, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha accolto il ricorso presentato da ERRC, Associazione 21 luglio e Comitato Campano con i Rom, intimando al Governo italiano di adottare misure urgenti. La pratica degli sgomberi forzati senza alternative abitative dignitose è stata duramente stigmatizzata, chiedendo interventi che garantiscano i diritti minimi fondamentali.

 

Il deputato Borrelli, da sempre in prima linea contro il degrado degli insediamenti abusivi, ribadisce la sua linea di fermezza:

 

“Le immagini di via Carrafiello sono un insulto alla dignità umana e alla legalità. Ogni volta che si procede a bonifiche parziali, l’emergenza si ripresenta identica dopo poche settimane. Non si può più tollerare questa zona franca. La nostra posizione resta chiara: demolizione definitiva delle baraccopoli. Tuttavia, è evidente che serve un coordinamento superiore tra Governo e Prefettura per evitare che il problema venga semplicemente spostato di pochi chilometri e in particolare bisogna salvare la vita e il futuro dei bambini. Bisogna spezzare il ciclo dei roghi tossici e del traffico illecito di rifiuti che prospera in questi non-luoghi.”

La comunità di Giugliano chiede risposte. La convivenza con questi insediamenti, in queste condizioni, è diventata impossibile sia per i residenti del campo, esposti a rischi sanitari altissimi, sia per i cittadini dei quartieri limitrofi che subiscono le conseguenze ambientali e di sicurezza

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