Il car sharing in piazza: flash mob di Amicar sharing sotto alla Prefettura contro gli atti criminali e l’indifferenza delle istituzioni (VIDEO)

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    NAPOLI – Aprire subito un’indagine per fare chiarezza e capire a chi può dar fastidio un servizio come Amicar Sharing al punto tale da osteggiarlo attraverso veri e propri atti criminali. Lo chiede con forza il gruppo di imprese sociali Gesco, che circa 4 mesi fa ha inaugurato a Napoli Amicar Sharing, il primo servizio cittadino di car-sharing elettrico ad emissioni zero, dopo aver subito danni via via sempre più gravi, tra vandalismo e furti.

    Stamattina durante un flashmob tenutosi davanti alla sede della Prefettura di Napoli, dieci delle trenta automobili elettriche brandizzate Amicar hanno sfilato simbolicamente per accendere i riflettori sul clima ostile al servizio di car sharing e per tornare a chiedere con forza l’attenzione e il sostegno delle istituzioni e di tutti i cittadini.

    “È ormai evidente che non si tratta di fatti accidentali ed episodi isolati tra loro – sottolinea Sergio D’Angelo, presidente di Gesco – Le nostre macchine sono dotate di due dispositivi Gps, eppure sono state oggetto in poco tempo di 7 atti di vandalizzazione e 3 furti. I danni subiti non ci scoraggiano ma vanno denunciati a gran voce. Cittadini e istituzioni devono sapere e mobilitarsi per un servizio che non abbiamo creato per noi stessi ma per la comunità. Un servizio che ha un profilo di pubblica utilità ancor di più in piena emergenza sanitaria Covid, perché potenzia e integra una mobilità pubblica in grandissima difficoltà e, allo stesso tempo, è capace di sostituirsi alle auto private, contribuendo a decongestionare traffico e ad evitare assembramenti”.

    Sempre nella giornata di oggi, il gruppo Gesco ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica per far luce su episodi che, con tutta probabilità, sono frutto di un preciso disegno teso a boicottare una iniziativa nata sotto i migliori auspici ma che evidentemente deve dare fastidio a qualcuno. “Una vera e propria trama per scoraggiare il car sharing che esiste già da tempo nelle principali città europee e che anche a Napoli ha avuto una buona risposta, registrando in 4 mesi più di 2mila utilizzatori – prosegue D’Angelo – Per questo risulta ancora più singolare il silenzio dei cittadini e delle istituzioni a cui oggi chiediamo di vigilare maggiormente e fare in modo di proteggere un servizio che serve a tutti”.

    Di qui non solo la richiesta alle autorità competenti di aprire un’indagine su furti e atti di vandalismo, ma anche ai cittadini di farsi avanti e denunciare atti vandalici, laddove ne fossero testimoni.

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