NAPOLI – Un uomo legato alla camorra viene mantenuto dallo Stato.

Come racconta Il Mattino, il figlio di Luigi Baccante, capo dell’omonimo clan di camorra di Marano, che insieme ad Angelo Nuvoletta, è stato condannato in via definitiva per aver voluto ed organizzato l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, è percettore del reddito di cittadinanza.

“Le leggi, al momento, escludono dal diritto al reddito di cittadina soltanto chi si macchiato di delitti di stampo mafioso, legati al terrorismo e all’eversione o chi abbia dichiarato il falso all’atto della domanda. Noi riteniamo che sia indegno e vergognoso che un uomo legato alla camorra venga mantenuto dallo Stato, anche perché risulta, come raccontato dal pentito Roberto Perrone, che la famiglia Baccante continui a ricevere denaro dai Nuvoletta come mantenimento per le famiglie dei detenuti. I camorristi non dichiarano nulla al fisco ovviamente, hanno diversi prestanome, spostano i capitali all’estero e vivono depredando il prossimo. Vanno assolutamente fatte delle modifiche a determinate leggi per impedire che i boss o i loro parenti possano avere addirittura sussidi dallo Stato. Ai camorristi bisogna sequestrare tutti i beni non dare il reddito di cittadinanza. Così facendo si sta insultando la memoria di Siani e di tutte le vittime e quelle persone che hanno combattuto le mafie e la criminalità- ha dichiarato Il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

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