Sono passati quasi quattro mesi dal tragico rogo del 23 ottobre scorso che ha sconvolto il quartiere di Gianturco, ma per le diciassette famiglie evacuate di via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche l’incendio non è mai finito. A lanciare un nuovo, accorato appello al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli è una donna, portavoce dei residenti che da quella notte vivono in un limbo di attesa e incertezza.
“Siamo ancora in attesa di risposte. La burocrazia sta rallentando i lavori di ripristino e il silenzio delle istituzioni è diventato insostenibile. Abbiamo bisogno di tornare nelle nostre case, abbiamo bisogno di riprendere le nostre vite”, scrive la cittadina nella lettera inviata al deputato, ricordando come le denunce dei residenti su possibili abusi nell’area fossero rimaste inascoltate già prima del disastro.
“È inaccettabile che dopo 120 giorni dal boato che ha distrutto appartamenti e sogni, queste persone siano ancora costrette a vivere lontano dalle proprie abitazioni o in sistemazioni di fortuna”, dichiara Borrelli. “Quello di Gianturco è stato un evento catastrofico che ha coinvolto due stabili e causato crolli. Non si può rispondere a un’emergenza sociale del genere con la lentezza burocratica. Queste famiglie non chiedono favori, ma il diritto di tornare a casa in sicurezza.”
Borrelli annuncia una nuova iniziativa presso gli uffici comunali e la Protezione Civile: “Scriverò immediatamente agli assessorati competenti per chiedere un cronoprogramma certo dei lavori di messa in sicurezza e ripristino. Bisogna accorciare i tempi, sbloccare i nulla osta e dare risposte concrete. Non lasceremo soli i cittadini di Gianturco in questa battaglia contro l’indifferenza. La solidarietà non basta più, servono i fatti”, conclude il deputato














