NAPOLI – Nessun ferito, ma solo una ferita aperta, l’ennesima, per la città di Napoli. Non si conoscono ancora le cause che hanno provocato l’incendio che ha distrutto ieri pomeriggio due locali della sede dell’Officina delle Culture di Scampia.

Si tratta del centro intitolato a Gelsomina Verde, ragazza di 22 anni uccisa durante la faida del 2004 solo per essere stata legata sentimentalmente a un affiliato.

Un incendio doloso, secondo il responsabile della struttura, Ciro Corona, che ha dato la notizia sul suo profilo social. Nei locali distrutti dalle fiamme, spente poi dai vigili del fuoco accorsi subito sul posto, non c’erano quadri elettrici che avrebbero potuto determinare un eventuale corto circuito.

A dare l’allarme gli appartenenti alla cooperativa degli ex detenuti impegnati in progetto di reinserimento sociale e cura dell’Officina delle Culture e alcuni residenti di una palazzina adiacente.

L’episodio non poteva non diventare materia da campagna elettorale, con i candidati sindaco pronti a dare la solidarietà ai rappresentanti della struttura. Un atto vile, secondo Catello Maresca, un colpo al cuore per Gaetano Manfredi, solidarietà e l’invito a continuare da Antonio Bassolino.

Fa rumore in tal senso, il silenzio della candidata Alessandra Clemente, assessore uscente della giunta de Magistris che nel 2012 concesse un comodato d’uso per la gestione delle Officine alla cooperativa Resistenza Anticamorra.

Comodato d’uso scaduto nel 2018 e mai rinnovato. “Tutte le promesse sono state disattese – ha raccontato al quotidiano web Internapoli, il responsabile Ciro Corona – l’assegnazione non è mai stata rinnovata e formalmente saremmo degli abusivi. Non si può dimenticare che all’Officina delle Culture ci sono 15 realtà associative importanti per Scampia – ha aggiunto Corona, che ha poi lanciato un appello “al nuovo sindaco di Napoli, chiunque sarà, di risolvere questa grana”.

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