Otto mezzi aerei e oltre cento operatori da terra: è uno spiegamento di forze massivo quello messo in campo dalla Regione Campania attraverso la Protezione Civile per fronteggiare l’incendio che sta interessando il Vesuvio su più fronti di cui due principali: la pineta di Terzigno e Boscotrecase.
Dalle 5 di questa mattina, dalla Sala Operativa regionale sono stati immediatamente attivati 4 elicotteri dell’antincendio regionale e richiesti al Dipartimento nazionale della Protezione civile 4 canadair della flotta nazionale.
Si procede senza sosta con 8 mezzi aerei “aggredendo” l’incendio da più fronti, in modo da circoscrivere le fiamme.
Sul posto, coordinati dalla Protezione Civile della Regione Campania (sono presenti il direttore generale e la dirigente della Protezione civile regionale), gli operatori della SMA Campania, i volontari della protezione civile regionale, i Vigili del fuoco, gli addetti della Città Metropolitana e della Comunità montana.
IL PARERE DEI GEOLOGI
“L’incendio al Parco del Vesuvio, un danno alla biodiversità e all’equilibrio geologico delle aree montane. Il recente incendio nel Parco del Vesuvio, dopo quello devastante dell’estate del 2017, rinnova l’allarme sui danni prodotti in questa area protetta, unica nel territorio nazionale per le sue caratteristiche naturalistiche. Le conseguenze del rogo non sono da considerarsi limitate alla sola distruzione del prezioso ecosistema forestale ma anche alla rottura del fragile equilibrio geologico di quest’area montana. Evidenziamo come, per l’assenza della protezione vegetale, il suolo e le rocce vulcaniche denudate, sotto l’azione di precipitazioni sono predisposti a intensi fenomeni erosionali e frane superficiali che generano un rilevante trasporto solido e fenomeni alluvionali molto rischiosi per i centri abitati posti alla base delle pendici del vulcano. Tale area è infatti notoriamente predisposta a fenomeni di questo tipo, come evidenziato dai numerosi eventi alluvionali che hanno causato danni e anche la perdita di vite umane nel secolo scorso”. Lancia l’allarme la Prof.ssa Monica Papini, Presidente dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale (AIGA) e docente presso il Politecnico di Milano.
Sta seguendo l’evolversi della situazione Pantaleo De Vita, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e docente dell’Università Federico II di Napoli.














