AMALFI – Nella costiera amalfitana con l’alibi delle misure anti-covid le spiagge libere vengono privatizzate attraverso l’istituzione di un’odiosa tassa di ingresso un vero e proprio pedaggio.

A Positano i non residenti possono accedere alle spiagge pagando una quota di ingresso pari a dieci euro, a Minori il costo è di 4 euro, a Vietri si paga un euro anche per poter accedere a spiagge non attrezzate.

“L’emergenza sanitaria viene usata, con grave responsabilità delle amministrazioni comunali, come scusa per privatizzare le spiagge e questo inaccettabile, l’accesso alle spiagge e al mare è un diritto sacrosanto.

La privatizzazione delle spiagge libere sta creando un fenomeno senza precedenti e così in molti ne stanno approfittando, infatti sempre più cittadini ci segnalano che in molti lidi privati i costi di ingresso e le consumazioni sarebbero arrivati alle stelle, e tutto questo è davvero vergognoso.

E’ doveroso da parte dei comuni far rispettare il distanziamento sociale ed i protocolli di sicurezza per garantire l’incolumità dei bagnanti ed evitare i contagi ma questo lo si può fare senza privatizzare le spiagge pubbliche, si possono organizzare i volontari o chi percepisce il reddito di cittadinanza per vigilare sulla sicurezza nelle spiagge libere. Rendere le spiagge pubbliche a pagamento è un abuso nei confronti dei cittadini ed un’anomalia solo italiana che rischia come accade sempre nel nostro paese, di regalare ai privati non solo per questa stagione ma in modo definitivo le ultime spiagge libere.

Chiediamo un intervento urgente del governo per evitare la vendita del demanio marittimo.” – hanno dichiarato Angelo Bonelli, coordinatore nazionale e commissario regionale del Sole che ride e il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Borrelli.

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