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NAPOLI – I lavoratori delle Terme di Agnano lanciano il loro disperato grido d’aiuto. Da anni la situazione del sito termale napoletani è in balia di decisioni e di cambiamenti di gestione che hanno portato al quasi fallimento totale sia della struttura sia di chi opera da anni. I lavoratori dimezzati negli anni precedenti e spostati nelle file di Asia denunciano trattamenti economici diversi dai dipendenti dell’azienda per la racconta dei rifiuti, quelli che hanno continuato a lavorare per Terme di Agnano invece nei prossimi mesi rischiano o una riduzione ad un contratto part-time con salario dimezzato e quindi con cifre da fame o rischiano il licenziamento per gli ulteriori tagli che il sito termale deve fare viste le difficoltà economiche. In questi anni tra gestione privata e gestione comunale le Terme di Agnano hanno solo perso la loro funzionalità e soprattutto hanno perso l’appeal necessario per operare nel settore turistico. La società ha accumulato debiti su debiti e a farne le spese sono e saranno i lavoratori che da domani 10 ottobre saranno in presidio pacifico all’esterno della struttura.

“La situazione sta diventano insostenibile – dichiara Giuseppe Silvestro, segretario generale della Uiltucs Campania – da anni stiamo seguendo la vicenda insieme alle altre Organizzazioni Sindacali e le gestioni deficitarie dia dei privati ma soprattutto del Comune di Napoli hanno resto il sito Terme di Agnano qualcosa di inverosimile. Lavoratori trasferiti in altre partecipate, alcuni con la spada di Damocle di possibili licenziamenti, ora una nuova possibile ondata di tagli di orari e di stipendi che rischia di affossare definitivamente il sito termale partenopeo. Chiediamo l’intervento immediato delle istituzioni ma soprattutto chiediamo al Comune di Napoli di intervenire anche accelerando sulla delibera del Consiglio Comunale che prevedeva la vendita a privati delle quote societarie per salvare struttura e rilanciarla ed evitare un danno incredibile sul piano turistico ma soprattutto sulla pelle dei lavoratori che dai prossimi giorni rischiano di vedersi dimezzati gli stipendi o addirittura azzerati”.

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