Le carceri in Campania: tra violenza, analfabetismo e disagio minorile (VIDEO)

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    NAPOLI – Non è il sovraffollamento l’unico problema delle carceri campane. La scarsa attenzione al diritto alla salute dei detenuti nelle fasi più calde dell’emergenza pandemica e per le cure di altre patologie, l’alto tasso di suicidi e di tentativi, la carenza di spazi e di misure per il trattamento del disagio psischico, l’alto tasso di analfabetismo e in ultimo il rapporto numerico tra agenti della penitenziaria e popolazione carceraria.

    I numeri del disagio sul fronte del reale valore della pena, e cioè il fine rieducativo, li ha messi nero su bianco il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, nella sua relazione annuale sullo stato nelle carceri della Regione

    Spazio nella relazione di Ciambriello anche alla carenza dei REMS, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, su cui ha annunciato un intervento il presidente del consiglio regionale della campania, Gennaro Oliviero

    Durante la presentazione, il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma è intervenuto in merito alle richieste della Procura per i 107 indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta mattanza avvenuta nei confronti dei detenuti del padiglione Nilo ad opera degli agenti della penitenziaria

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