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Napoli

Le immagini del crollo del controsoffitto alla scuola Perasso di Ponticelli

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Tanto spavento ma, per fortuna, nessun ferito. Nella giornata di lunedì 16 giugno, intorno alle 14, si è verificato il crollo improvviso della controsoffittatura di un’aula chiusa e interdetta della scuola dell’infanzia e asilo nido comunale “Perasso”, nel quartiere Ponticelli, a Napoli.

 

I piccoli dell’asilo nido – ancora in attività fino alla fine del mese – si trovavano nello spazio mensa e si accingevano a consumare il pranzo, insieme al personale scolastico, amministrativo e Ata. Il forte rumore causato dal cedimento dei pannelli ha immediatamente allarmato tutti i presenti.

 

Sono stati subito allertati i carabinieri e l’ufficio tecnico del Comune, che ha effettuato un primo sopralluogo con i vigili del fuoco. In via precauzionale, l’intero plesso di via Provinciale Botteghelle di Portici è stato chiuso. I controlli approfonditi dell’intero edificio – sia delle porzioni esterne che interne – verranno eseguiti nei prossimi giorni.

 

Una delle mamme, giunta sul posto subito dopo l’accaduto, ha raccontato al deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli:

 

“Un pezzo di solaio di una classe della scuola Perasso ha ceduto. Le bidelle e le maestre presenti hanno subito portato i bambini fuori in giardino. Dopo hanno chiamato i genitori e una delle mamme, mentre parlava con le maestre, ha sentito un boato assurdo e il rumore di vetri frantumati. Abbiamo pensato che stessero cedendo anche le finestre. Nemmeno qualche minuto dopo, altri boati. A quel punto tutti si sono diretti verso l’uscita per allontanarsi dal pericolo. Chiediamo la messa in sicurezza: ci sono bambini, si poteva sfiorare una tragedia. Quell’aula, tra l’altro, era già interdetta da tempo, quindi non accessibile.”

“È inaccettabile che nel 2025 continuino a verificarsi episodi di questo tipo in edifici scolastici. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma non possiamo affidarci alla sorte. Serve una verifica immediata e approfondita di tutte le scuole del territorio. Pretendiamo sicurezza per i bambini e i ragazzi, per chi lavora nelle scuole e per le famiglie. Bisogna fare chiarezza su quanto accaduto e vigilare affinché la situazione venga risolta al più presto.”- le parole di Borrelli.

Crollo nella scuola di Barra, gli architetti napoletani: servono “medici del fabbricato”

Cerbone: «Ci sono le strutture e le competenze per un lavoro costante di prevenzione che può evitare tragedie inutili»
NAPOLI. «Non ci sono stati feriti, per fortuna. Ma il cedimento strutturale che ha colpito la scuola dell’infanzia “Perasso” a Barra non può essere archiviato come un semplice incidente. È il sintomo di un problema più grande: la sicurezza delle scuole italiane non può continuare a essere affidata alla fortuna o alle emergenze». È quanto afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e componente della STN (Struttura Tecnica Nazionale) della Protezione Civile, per la quale è responsabile del CAR (Coordinamento Attività Regionali).
«L’episodio ha riportato al centro del dibattito una proposta concreta, che da tempo circola tra tecnici, amministratori e Protezione Civile – evidenzia Cerbone – introdurre una figura tecnica stabile all’interno degli edifici scolastici. Un “medico del fabbricato”, sul modello del medico di base. Un professionista presente con continuità, in grado di monitorare lo stato dell’edificio, individuare criticità, suggerire interventi e – soprattutto – prevenire prima che sia troppo tardi».
«Un modello già sperimentato con successo. Non si parte da zero. Durante l’esercitazione di Protezione Civile che si è svolta il 28 e 29 maggio scorsi ai Campi Flegrei, è stato testato un modello operativo innovativo: un tecnico strutturale ha affiancato i dirigenti scolastici nelle verifiche post-evento, in stretta collaborazione con l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) – afferma il rappresentante degli architetti napoletani – Risultato? Interventi rapidi, valutazioni tempestive, meno attese per il rientro in classe e maggiore serenità per le famiglie. Un esempio virtuoso che ha mostrato come la presenza continuativa di un tecnico possa fare la differenza, soprattutto nelle aree ad alta vulnerabilità».
«La nostra proposta è quella di creare un presidio tecnico fisso per ogni istituto scolastico, con compiti ben definiti: monitoraggio regolare delle condizioni strutturali; coordinamento delle segnalazioni con le autorità competenti. L’obiettivo è mettere in atto azioni di prevenzione e non solo risposte all’emergenza – continua Cerbone – Un ruolo che potrebbe essere regolamentato da linee guida nazionali e avviato in via prioritaria nelle zone a rischio sismico o vulcanico».
«La Struttura Tecnica Nazionale (STN) – costituita dai Consigli Nazionali di Ingegneri, Architetti, Geometri e Geologi – dispone, attraverso il Coordinamento Attività Regionali (CAR Campania) e le Sezioni Operative Territoriali, di centinaia di professionisti qualificati. È uno strumento già esistente – conclude –. Questi tecnici sono già oggi in prima linea nei rilievi post-sisma, nelle verifiche di agibilità e nell’affiancamento alla Protezione Civile. Ma vengono attivati solo dopo un disastro. Ed è qui il punto: perché non valorizzare queste competenze anche in prevenzione? Serve un cambio di mentalità. Il crollo alla scuola Perasso è solo l’ultimo campanello d’allarme. La sicurezza scolastica va costruita giorno per giorno con presidi tecnici permanenti, capaci di intervenire prima che un problema diventi una tragedia».

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