NAPOLI – Prima gli scambi di insulti e minacce sui social. Poi la ‘vendetta’.

E lo scontro con l’accoltellamento di due minorenni. Per la domenica di terrore sugli scogli di Marechiaro a Napoli dove due giovani di 16 e 17 anni sono stati feriti gravemente, c’è la svolta nelle indagini con l’arresto di un sedicenne accusato di tentato omicidio, come riferiscono organi di stampa. Sarebbe legato a un esponente di spicco della camorra. Il complice dell’aggressore, che avrebbe avuto il primo scontro sui social per una questione legata ad una ragazza con i due finiti nel mirino, è stato denunciato.

Sarebbe stato lui a scatenare la rissa e a chiamare in ‘soccorso’ il sedicenne che avrebbe accoltellato i rivali.

A prestare i primi soccorsi ai feriti sono stati i ristoratori della zona, che hanno visto i due minorenni insanguinati chiedere aiuto. In ospedale sono stati sottoposti a intervento chirurgico

Si terrà oggi, davanti al giudice del Tribunale dei Minorenni di Napoli, l’udienza di convalida del fermo emesso nei confronti del 15enne incensurato, figlio di un elemento di spicco della criminalità organizzata, accusato dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata dal dirigente Alfredo Fabbrocino, di avere accoltellato due giovani, di 16 e 17 anni, durante una lite per vecchi rancori in cui è stato coinvolto un amico dell’accoltellatore, che è stato denunciato.

Una violenza sulla quale gli inquirenti avevano fatto luce già nella giornata di domenica scorsa, giorno in cui è avvenuto il tragico episodio.

Il ragazzino, infatti, è stato molto collaborativo con gli investigatori, come lo sono stati anche i testimoni che hanno assistito alla lite. Ai poliziotti ha riferito di essere intervenuto per difendere l’amico. Il motivo scatenante è stato un like messo sui profili social di una ragazzina legata sentimentalmente a uno dei due ragazzi accoltellati. Una diatriba on-line nata quasi un anno fa e riaccesasi, improvvisamente, quando i ragazzi, domenica scorsa, si sono incontrati per caso sugli scogli di Marechiaro, a Napoli. (ANSA).

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