Marco Nonno, la finanza in tribunale: indagine per falso

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Nuova tempesta giudiziaria sulla politica campana.

La Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura, ha acquisito una serie di atti presso gli uffici del Tribunale riguardanti Marco Nonno, esponente di spicco di Fratelli d’Italia e coordinatore cittadino del partito. L’ipotesi di reato al centro dell’inchiesta è quella di falso, legata alla documentazione presentata per ottenere il reintegro nell’assemblea regionale.

La vicenda nasce dal tentativo di Marco Nonno di subentrare in Consiglio Regionale al posto di Edmondo Cirielli (che ha optato per il seggio a Roma).

Tuttavia, il percorso di Nonno è ostacolato da una precedente vicenda giudiziaria:

Due anni per resistenza a pubblico ufficiale durante le proteste sui rifiuti a Pianura (Contrada Pisani).

Dopo un’assoluzione in Appello per il reato più grave (devastazione), la Cassazione ha disposto il rinvio degli atti a Napoli per un nuovo esame.

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sta vagliando le autocertificazioni presentate da Nonno sia al momento della candidatura sia per la richiesta di surroga, per verificare se siano state omesse informazioni cruciali sulla sua posizione giuridica.

Mentre la Procura accelera, la politica rallenta. Il Presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, ha già richiesto alla Corte d’Appello aggiornamenti ufficiali sulla situazione giudiziaria del politico.

La Giunta per le elezioni, presieduta dal consigliere Raffaele Pisacane (FdI), ha deciso di rinviare la decisione sulla surroga per “ulteriori approfondimenti”. La data chiave è quella dell’8 aprile 2026, quando si riunirà il Consiglio Regionale: entro quel giorno bisognerà stabilire se Marco Nonno possieda i requisiti di onorabilità necessari per occupare lo scranno o se la pendenza giudiziaria ne blocchi definitivamente il rientro.

Nonno ha sempre rivendicato la correttezza della propria condotta politica, considerando il subentro come un automatismo burocratico. L’intervento della Finanza, tuttavia, suggerisce che gli inquirenti stiano cercando discrepanze tra le dichiarazioni rese dal politico e l’effettivo stato dei suoi carichi pendenti, un elemento che potrebbe portare a una nuova contestazione penale oltre che alla decadenza politica.

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