ACERRA – Non è stato un incidente, ma un omicidio aggravato da violenza privata e omofobia quello commesso da Michele Antonio Gaglione nei confronti della sorella Maria Paola uccisa dopo un inseguimento in via Etruschi ad Acerra.

La ragazza, che da tempo era fidanzata e conviveva Ciro, ragazza che da tempo aveva intrapreso un percorso di transizione e di cambio del sesso, non aveva mai nascosto la sua relazione, cosa che aveva mandato su tutte le furie il fratello che affermava che la sorella fosse stata “infettata” dalla sua amica.
Due giorni fa il tagico epilogo. Michele intercetta la sorella che tornava a casa in scooter. Inizia ad inseguirla. Spaventata prova la fuga, ma l’uomo sperona il motorino e la manda fuori strada.

Maria Paola finisce col collo su un tubo di irrigazione che le taglia la gola. Ciro a terra, con ferite e fratture multiple viene preso a calci e picchiato dall’uomo. Solo quando urla che la sua compagna non si muove e non respira, Michele capisce che qualcosa è andato storto. Arrivano i carabinieri e il personale del 118, ma per Maria Paola non c’è più nulla da fare.
Il fratello fermato e portato in caserma è stato arrestato con gravissime accuse.

Ai militari di Acerra l’uomo avrebbe detto: “Volevo solo darle una lezione, era stata “infettata”, ho fatto una cazzata”.

Ciro è ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori con fratture multiple ma non è in pericolo di vita.

“Amore mio…, oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione… avevo la mia vita come tu avevi la tua.. ma non abbiamo mai smesso di amarci.. dopo 3 anni ti stavo vivendo ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande la mia piccola.

Non posso accettarlo, perché Dio non ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio.. non riesco più a immaginare la mia vita senza te.. non ci riesco”. Così su Instagram Ciro, col quale Maria Paola Gaglione, la ragazza morta ad Acerra (Napoli), aveva una relazione Lgbt, una relazione malvista dal fratello della giovane che ha speronato lo scooter sul quale viaggiavano i due.

“Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa ma non l’ ha speronata, è stato un incidente”. È questa la versione dei fatti fornita dalla famiglia di Maria Paola e Michele Gaglione – e riportata dal parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello – in merito all’ incidente che ha provocato la morte della giovane nella notte tra venerdi e sabato. “E’ una famiglia distrutta e che non si da’ pace per una figlia appena maggiorenne.

Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che e’ vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro ma so che si stavano abituando all’idea. Tuttavia erano preoccupati perché Maria Paola era andata via di casa a soli 18 anni e temevano per un futuro senza lavoro e più che mai incerto” fa sapere don Maurizioo dopo aver portato il suo conforto a Franco e Pina, i genitori di Maria Paola morta dopo essere stata speronata in scooter dal fratello Michele.

Sembra, infatti, che la giovane vivesse la sua storia d’amore con Ciro appoggiandosi presso residenze provvisorie, ora da amici, ora dai parenti di lui. Situazione che non era ben vista dalla famiglia di lei.

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